Metropol Vannacci
Savoini: "Mosca non finanzierà Vannacci, ma per non indebolire la Lega"
L’ex portavoce di Salvini, protagonista del caso Metropol: "Vannacci mi ha sempre detto: 'Non me ne vado, Matteo è bravissimo'. Adesso se ne va, ma Meloni forse lo terrà: serve più a loro che a noi"
Diavoli russi sul generale. Chiamiamo subito Gianluca Savoini. “Pronto?”. Interferenze. “Non sento. Mi scusi. Saranno stati gli hacker russi!”. L’uomo di Metropol se la ride.
L’ex portavoce di Salvini, protagonista del caso, poi archiviato, sui presunti finanziamenti russi alla Lega, alla nostra domanda ride di gusto. “Vannacci che prende soldi da Mosca? Ma per favore!”.
Sono ciance? “Più che ciance, direi psicosi. Ma il fatto è che ormai c’è un’ossessione per la Russia. Una psicosi che sta guastando l’Unione europea”. Cioè? “Ci pensi: se scoppia la gomma dell’auto, per gli europei, sono stati i russi”. Sarà. E se Vannacci fonda un partito? “Mi creda, non può essere. E le spiego perché”. Perché? “Fosse vero, e non è, che Vannacci indebolisce la Lega andandosene, secondo lei Mosca dà denari per sostenerlo? Secondo lei Putin ha interesse a indebolire l’unico partito italiano che parla di pace?”.
Se il segretario è più vicino alla Federazione del generale, in effetti, non ha senso. “No. Sarebbe un cortocircuito. Salvini ha lanciato un invito alla pace. Ed è l’unico leader sempre impegnato a evitare che la situazione degeneri. Sia al livello economico sia politico. Russia e Vannacci…vien da ridere”. L’altra suggestione, tanto per ridere, è Gianfranco Fini. Il generale traditore. Mi cacci 2.0. Lei che ne pensa? “Guardi, per risponderle riporto le ultimissime parole del generale”. Prego. “Solo una settimana fa, mentre beveva con me, Roberto non faceva che dirmi: ‘Ma quanto è bravo Matteo. Ma quanto è forte Matteo. Matteo deve andare avanti’. E ancora: ‘Ma che bello stare con voi. Ma come sono felice. Come sono contento di essere qui. Ma che bella famiglia’. Lo diceva anche prima, a Pontida”. Tradimento o canto del cigno? “Vannacci ha bruciato la sua occasione. Se poi mi parla di tradimento, consideri che lui ha avuto subito un ruolo importante. E che anche per questo non era amato da tutti nel Carroccio”.
Ha corso troppo? Ha bruciato le tappe? “Beh, la Lega, come sa, è un partito vero. Soltanto per diventare militanti, e fare il salto da ‘soci ordinari’, devono passare tre anni. Lui è stato nominato vicesegretario in pochi mesi. Ha avuto un’opportunità enorme. E se n’è andato. Nonostante avesse sempre negato di volerlo fare”. Comportamento che suggerirebbe un giudizio sulla persona. “Sono deluso, come Salvini”. Vannacci le piaceva? “Sì. Io sono stato tra i più convinti del suo ingresso. C’era chi lo osteggiava. Io, invece, ci rivedevo Bossi”. Addirittura. “A parte il federalismo, di cui il generale non parlava mai, i temi erano gli stessi: famiglia, lotta all’immigrazione, lotta alla globalizzazione, tutela dell’identità dei popoli”. Insomma, le piaceva molto. “Sì, molto. E non lo percepivo affatto corpo estraneo. Anzi. Era nel solco di Bossi che parlava di Unione sovietica europea, contro l’Ue. Io, nel generale, vedevo una versione aggiornata di Umberto. E poi criticava l’insensatezza di armare e armare l’Ucraina…”. Vi eravate tanto amati. Ma allora sarà stato per Zaia, Fontana e Fedriga che è andato via? “Macché. Si figuri. Non per loro, che non danno nessuna linea”. E allora perché? “Perché non ha retto la pressione”. Di chi? “Di chi lo circonda”.
Scusi, Savoini, tutto si può dire del generale...ma non che abbia le sembianze di un eterodiretto. “No. Ma chi aveva intorno gli ha guastato la festa. E mi riferisco ai team Vannacci che sono andati a importunare tanti territori. Dal Piemonte al Veneto alla Lombardia. Lui non li ha saputi gestire, perché era impegnato a Bruxelles”. Secondo lei resterà nella coalizione? “Lui non chiude le porte. E neppure mi sembra che gli vengano chiuse”. Mentre parliamo, in effetti, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, dice: “Valuteremo”. “E certo!”. Cosa vuol dire? “Il problema è che in FdI il generale pescherebbe molti più voti che nella Lega”. I voti dei delusi dai Fratelli democristiani? “Esatto. Meloni è eccessivamente moderata. La sua è una destra diversa dalle destre nel mondo. E il moderatismo, con Trump, non paga più”. Quindi? “Quindi Vannacci potrebbe riportare in coalizione i destri duri. L’astensionismo, oggi, è tutto lì. Anche in America Trump vince perché è duro”. I sondaggi lo danno in calo. “Sciocchezze. I sondaggi vogliono solo cambiare la realtà. Che però difficilmente cambia. Ci faccia caso: lo fanno anche con noi”. Cosa fanno? “Dicono che Forza Italia è più forte della Lega. Ma lo dicono solo per mandarla avanti. Peccato che poi resti sempre indietro”.
il generale e il centrodestra