La presidente del Consiglio Giorgia Meloni (foto LaPresse)
l'editoriale del direttore
C'è un complotto contro Meloni: fare di tutto per farla sembrare più moderata di quello che è
Da Vannacci a Trump fino a Salvini e Schlein. Un compendio di tutti gli sforzi fatti da alleati e avversari per far apparire la destra italiana come un simbolo di moderatismo nonostante le sue radici tutt’altro che moderate
In una stagione politica dominata da ogni forma possibile di complottismo, c’è un complotto evidente che, chissà a causa di quale complotto, i complottisti hanno scelto di non vedere, di rimuovere, di derubricare come se fosse qualcosa di secondario. Il complotto è lì di fronte ai nostri occhi e riguarda, rullo di tamburi, la destra italiana, quella non vannacciana, per così dire, che per una strana combinazione di fattori è al centro di una cospirazione globale, che passa da Washington, attraversa l’Europa, tocca le sinistre e arriva fino all’Italia. Il complotto, di cui Roberto Vannacci è chiaramente solo un tassello all’interno del Grande Disegno, è presto detto: fare di tutto, e anche di più, per far apparire la destra italiana come un simbolo di moderatismo nonostante le sue radici tutt’altro che moderate.
Non può che essere un complotto contro la destra meloniana, per farla apparire più moderata di quello che è, la fuoriuscita di Roberto Vannacci dalla Lega e le conseguenti accuse del generale contro il governo di centrodestra: troppo moderato. Il complotto contro la destra di governo è così sofisticato da aver permesso a Matteo Salvini di apparire, dinanzi a Roberto Vannacci, come un leader misurato, sobrio, assennato, persino europeista a suo modo, e se la Lega, pre-scissione, poteva avere una qualche tentazione di spostare il suo baricentro in Europa dal lato dell’AfD, il passo di Vannacci verso l’estremismo tedesco, e neonazista, allontana nuovamente la Lega da quella frontiera spericolata. E’ un complotto, non c’è dubbio. Così come non può che essere un complotto, per Meloni, avere una destra americana, quella di Trump, così estrema da essere certamente un elemento di imbarazzo per il capo del governo – che mi invento oggi per non sembrare trumpiana –, ma anche un elemento in grado di mostrare plasticamente la distanza siderale che esiste tra la destra modello Trump e la destra modello Meloni.
Il complotto per far apparire Meloni come una leader più moderata rispetto a quello che è, in verità, nasce da lontano, nasce da un complotto segreto che deve essere stato ordito prima della nascita del governo Meloni, quando la sola vicinanza a Salvini ha concesso per molto tempo alla premier di apparire normale, anche senza fare nulla. Ma in questo complotto ordito contro il presidente del Consiglio vi sono anche altri elementi interessanti. C’è un grande complotto europeo di paesi non a caso tutti instabili nello stesso istante, dalla Francia alla Spagna fino alla Germania, che hanno svolto un ruolo cruciale nel trasformare una maggioranza di governo, quella italiana, che tutto è tranne che armoniosa, in una destra stabile.
Ma il grande complotto europeo nulla è al cospetto del grande complotto ordito dalla solita sinistra italiana, evidentemente al soldo del solito Soros, che da anni cerca di fare di tutto per dimostrare che Meloni è più moderata di quello che è. Basti pensare a ciò che la sinistra ha fatto in questi anni sulla giustizia, regalando alla destra la battaglia a difesa del garantismo. Basti pensare a ciò che la sinistra ha fatto sull’Ucraina, trasformando un governo che sull’Ucraina avrebbe potuto fare molto di più, in termini di spese, sostegno, invio di armi, in un baluardo della difesa di Kyiv. E basti pensare al modo in cui la sinistra italiana, allontanandosi ogni giorno dal Pse, sull’immigrazione e sul Patto sui migranti, ha permesso di far sembrare Meloni, che sul Patto di stabilità e sull’immigrazione è più vicina al Pse di quanto non lo sia il Pd, più europeista di quello che è.
Il complotto c’è, ed è evidente. E rispetto a questo complotto, ora che anche a destra vi sarà qualcuno che accuserà ogni giorno la destra italiana di essere più di centrodestra che di destra-destra, il presidente del Consiglio dovrà decidere nei prossimi mesi come comportarsi. Se trasformare questo complotto in un’opportunità per continuare a marciare in una direzione o se ribellarsi a questo complotto inseguendo le nuove marce su Roma suggerite da Vannacci, Fascistelli e associati.
il generale e il centrodestra