Ansa
da palazzo madama
Piantedosi al Senato rilancia il fermo preventivo: "Grave accusare il governo per le violenze"
Il ministro dell'Interno è a Palazzo Madama per le comunicazioni sui fatti di Torino. Il campo largo presenta un'unica risoluzione, Azione va da sola. Mantovano incontra Mattarella per chiudere sul decreto sicurezza in cdm domani
"I militanti di questi centri sono professionisti del disordine fine a sé stesso, criminali in servizio permanente effettivo. Le loro azioni sono frutto delle loro scelte, delle loro attitudini e delle loro responsabilità", dice il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi durante le comunicazioni al Senato sugli scontri di Torino. "Sono delinquenti per conto proprio - continua - non agiscono per conto del governo. E da quando questi gruppi hanno iniziato a distinguersi per la loro violenza, di governi ne sono passati molti, di ogni colore politico". Al termine degli interventi l'Aula è chiamata a votare, i testi delle risoluzioni alla fine sono tre: una della maggioranza, una di Pd, M5s, Avs e +Europa e una di Azione. Il dibattito sulla sicurezza guarda a domani, quando in consiglio dei ministri il governo approverà il decreto su cui da giorni cerca la quadra. Anche per questo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato il sottosegretario Alfredo Mantovano oggi al Quirinale.
In Aula Piantedosi mette sul tavolo le soluzioni: "Per fermare preventivamente (le violenze e i violenti, ndr) ci vuole un fermo preventivo. Il governo intende introdurre una misura che va proprio in questa direzione: impedire a chi è noto per comportamenti violenti di infiltrarsi e colpire. L'auspicio è che tutti gli attori istituzionali, politici e sociali contribuiscano in modo responsabile a questo percorso". Poi fuga ogni possibilità che dietro gli antagonisti ci sia un mandato dell'esecutivo: "C'è chi ha persino adombrato l'idea che le violenze siano state in qualche modo organizzate, o quantomeno tollerate, dal governo per poter poi varare più agevolmente nuove norme. È un'accusa evidentemente grave e strumentale. È un'insinuazione indegna e priva di qualsiasi riscontro nella realtà, che si scontra con un dato oggettivo e incontrovertibile: le violenze di matrice antagonista, di cui Askatasuna e altri centri sociali sono protagonisti, non nascono con l'attuale Governo. Sono oltre trent'anni che questi episodi si ripetono con regolarità, cavalcando di volta in volta temi diversi: Tap, Tav, alternanza scuola-lavoro, Expo, ambientalismo, immigrazione, Medio Oriente. Cambiano le argomentazioni, ma lo stile, o meglio il metodo squadrista, resta lo stesso".
Una condanna netta, che già ieri alla Camera, nel corso dell'informativa sul medesimo oggetto, il titolare del Viminale aveva espresso senza mezzi termini.
L'editoriale del direttore