Ansa
Al Senato
Pd, M5s, Iv e Avs presentano una risoluzione unica sulla sicurezza. Calenda si smarca
Dopo le comunicazioni di Piantedosi in Senato, il campo largo si presenta unito per contestare, punto per punto, i principali provvedimenti che il governo vorrebbe inserire nel decreto Sicurezza. Dal fermo preventivo allo scudo penale per gli agenti. Azione corre sola e ribalta il messaggio: "Per un giorno potevamo essere tutti uniti"
No al fermo preventivo, no allo scudo penale per gli agenti, no alla cauzione per chi organizza i cortei e no anche alla decretazione d'urgenza per cambiare le regole sulla sicurezza. Alla vigilia delle comunicazioni del ministro dell'Interno Piantedosi al Senato, la maggioranza aveva chiesto alle opposizioni di convergere su un unico testo per solidarizzare con le forze dell'ordine. Niente da fare. Rimaneva però un dubbio: il centrosinistra sarebbe stato in grado, almeno al suo interno, di presentare una risoluzione unica? E' noto che Avs, partito di Fratoianni e Bonelli, aveva usato sugli scontri a Torino argomenti piuttosto giustificazionisti. E invece ecco fatto: Pd, M5s, Iv e Avs hanno presentato un'unica risoluzione sulle comunicazioni del titolare del Viminale per dire no, punto per punto, al decreto Sicurezza al quale sta lavorando il governo. Si smarca Azione: "Fa impressione che tra le opposizioni c'era chi quella piazza l'ha promossa, forse essere silenziosi oggi sarebbe stato meglio", ha dichiarato Carlo Calenda. Alla fine la risoluzione di Azione è stata assorbita da quella di maggioranza, l'unica approvata dall'Aula e votata anche da Calenda.
"Da Meloni un bluff sulla sicurezza. Questo decreto serve solo a fare campagna elettorale. Nel giorno in cui si aspettava divisioni abbiamo trovato l'unità. È il primo punto di quadratura del cerchio, siamo pronti a lanciare la sfida", ha detto la capogruppo di Iv al Senato Raffaella Paita, sottolineando la coesione ritrovata durante il punto stampa convocato da Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e Italia Viva al termine delle comunicazioni di Piantedosi. L'accusa mossa al governo Meloni, come ha detto anche il capogruppo dem Francesco Boccia, sarebbe quella "di usare i fatti di Torino come clava, per agire al di fuori dello stato di diritto. Non è accettabile quello che vogliono fare. L'abbiamo detto già ieri nella conferenza dei capigruppo. Avverseremo il decreto".
Come dicevamo, il problema principale del centrosinistra era capire se anche Alleanza Verdi-Sinistra avrebbe preso parte al testo condiviso perché il partito di Bonelli e Fratoianni è stato molto morbido nel condannare le violenze che hanno macchiato il corteo di sabato a sostegno del centro sociale Askatasuna di Torino, sgomberato a dicembre. Queste differenze però sono state superate e i partiti del campo largo hanno trovato la loro unità, presentando una risoluzione che boccia, impegno dopo impegno, i principali provvedimenti che il governo vorrebbe inserire nel decreto sicurezza, dallo scudo penale per gli agenti al fermo preventivo. Allo stesso tempo, il testo del campo largo condanna "con la più chiara fermezza questi atti di intollerabile violenza" ed esprime "massima solidarietà agli agenti aggrediti, alle loro famiglie e ai loro colleghi".
L'unico distinguo, dunque, è quello di Calenda. "Non si è riusciti a fare una risoluzione unitaria nonostante siano tutte molto simili", ha detto ai giornalsti. "C'è sempre la volontà a non dare un messaggio insieme. Riteniamo la risoluzione di maggioranza votabilissima e avremmo votato anche quella dell'opposizione che decade, ma non c'è una volta in cui si riesca a dire 'solidarietà alle forze dell'ordine'. Dobbiamo fare sempre le parti in commedia. Si fa politica solo per la propria fazione e non per il paese". Sul punto Paita è stata netta: "Calenda? Non mi risulta faccia parte del centrosinistra, agisce in maniera individuale. Noi vogliamo battere Meloni".
La risoluzione presentata dalle opposizioni parte dal presupposto che "la sicurezza è il fallimento della destra securitaria", come ha sottolineato il capogruppo dei 5 Stelle Stefano Patuanelli. Con questa risoluzione Pd, M5s, Avs e Iv condannano proprio l'idea di occuparsi di sicurezza attraverso la decretazione d'urgenza quando bisognerebbe privilegiare "piuttosto veicoli normativi di iniziativa parlamentare che possano consentire un reale confronto democratico a salvaguardia dei diritti e dei limiti previsti dalla Costituzione". Si chiede inoltre l'adeguamento e il potenziamento "dei mezzi, delle dotazioni personali e strumentali di sicurezza degli agenti, e dei servizi logistici" e di richiamare gli agenti inviati in Albania "in un centro totalmente inutile, per utilizzare la loro presenza e competenza" in Italia. Questo punto è stato citato da Boccia per ricordare che "nonostante le provocazioni della destra, abbiamo messo sul tavolo proposte chiare, che non nascono oggi. La risoluzione unitaria riafferma che la sicurezza è un valore non negoziabile, dentro i limiti della Costituzione"
Le opposizioni si dicono d'accordo sulla necessità di "isolare e controllare" quei gruppi che agiscono solo per assalire e devastare, ma, specificano, "scongiurando ogni pretestuosa ipotesi di stretta repressiva finalizzata alla limitazione o contrazione del diritto di libera manifestazione, di cui all’articolo 17 della Costituzione". Questo punto, insieme alla richiesta di astenersi "da qualsivoglia iniziativa legislativa volta a prevedere una limitazione del diritto costituzionalmente garantito di manifestazione del proprio pensiero attraverso provvedimenti amministrativi limitativi della libertà personale", è stato inserito in piena opposizione all'idea del governo di far entrare il fermo preventivo - richiesto ancora a gran voce da Piantedosi nel suo intervento a Palazza Madama - nel decreto sicurezza. La maggioranza vorrebbe consentire alle autorità di trattenere per 12 ore i profili sospetti che possono rappresentare un pericolo per lo svolgimento pacifico di una manifestazione.
Oltre al fermo preventivo, la risoluzione si oppone sia al versamento di una cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni sia alle "misure speciali che prevadano limitazioni o immunità procedurali rispetto alla valutazione dell'operato delle forze dell'ordine". In breve, lo scudo penale per gli agenti. L'unico punto di convergenza tra la risoluzione del governo e quella delle opposizioni riguarda l'introduzione della procedibilità d'ufficio per alcuni reati di particolare disvalore sociale, come alcune fattispecie di furto aggravato.
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