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l'incontro

Albanese torna alla Camera per inveire contro il ddl antisemitismo

Luca Roberto

La relatrice Onu presenta di nuovo il suo rapporto sul “genocidio” ma non si risparmia commenti sull'attualità politica del paese, dagli scontri di Torino al disegno di legge contro l'antisemitismo. Alla sua corte M5s, Pd e Avs 

Torna alla Camera per presentare ancora una volta il suo rapporto sul “Genocidio di Gaza: un crimine collettivo”. E ad alcuni, per qualche istante, viene il sospetto che a Francesca Albanese possa essere riservato lo stesso trattamento della scorsa settimana alla conferenza stampa sulla remigrazione, quella con CasaPound e l’estrema destra poi cancellata per volontà del presidente della Camera Lorenzo Fontana. Del resto, erano stati esponenti del centrodestra come la deputata di FdI Sara Kelany a dire che la presenza della relatrice speciale Onu fosse una “inaccettabile propaganda antisemita”. E invece la conferenza stampa, organizzata dall’intergruppo parlamentare per la pace tra Palestina e Israele, per volontà della 5s Stefania Ascari, fila via liscia, senza parlamentari di maggioranza che inscenano occupazioni o via dicendo. Persino il deputato Rossano Sasso, uno dei leghisti “vanniacciani” in contemporanea interviene in Aula alla Camera, battagliando con le opposizioni sul regolamento, per dire che “noi siamo diversi dagli altri, rispettiamo le idee altrui, non vietiamo alcuna conferenza stampa”.

Fatto sta che Albanese il proscenio parlamentare se lo prende sì per tornare sulle presunte complicità del governo italiano a Gaza, ma anche per alcune sparate sull’attualità politica del paese. Un esempio? Secondo Albanese “le leggi che strumentalizzano la lotta necessaria contro l’antisemitismo per proteggere dall’esercizio della giustizia uno stato accusato di crimini gravissimi contro l’umanità, crimini di genocidio, minano le fondamenta dell’ordine democratico e della libertà di espressione”. E in effetti gli esponenti politici che le stanno accanto, dalla Ascari a Dario Carotenuto del M5s, passando per Arturo Scotto del Pd e Peppe De Cristofaro di Avs, rappresentano esattamente le forze politiche che si sono rifiutate di adottare un testo base per il contrasto all’antisemitismo, votato da maggioranza e Iv. Tanto che subito Kelany e la senatrice di FdI Ester Mieli interverranno in questi termini: quelle di Albanese sono dichiarazioni “abnormi. Dimentica, come sempre nei suoi interventi, che gli episodi di antisemitismo dopo il 7 ottobre sono esponenzialmente aumentati in Europa e in Italia. Dimentica che le piazze pro Pal sono state disseminate di messaggi orribilmente antisemiti. È evidente che l’antisionismo dei movimenti pro Pal celi un approccio pericolosamente antisemita: non permetteremo che i nostri concittadini ebrei si sentano in pericolo e attaccati da questa narrazione fuorviante e pericolosa”.

Ma Albanese s’è pronunciata, a modo suo, anche sulle aggressioni di questi giorni alle forze dell’ordine a Torino. “Se ho detto che chi manifesta per i centri sociali manifesta anche per Gaza? Sintesi abbastanza brutale di quello che ho detto”, ha sottolineato. “Quello che ho detto è che per la prima volta ci si rende conto che quella cosa che gli studiosi o anche Nelson Mandela dicevano: l’ingiustizia in un posto è un’ingiustizia che si riflette anche da altre parti”. Per Albanese, insomma, “si sta vedendo che c’è un sistema che non permette di intervenire su questioni che riguardano la Palestina all’interno del nostro stesso stato”. L’ultima volta che s’era espressa su fatti accaduti a Torino, del resto, aveva sostenuto che “l’assalto alla Stampa è un monito per i giornalisti”. 

I rapporti sono buoni con il Pd schleiniano, ma sono ottimi soprattutto con M5s e Avs, che se la contendono anche in un’ottica futura (il sogno di Fratoianni e Bonelli è candidarla alle politiche 2027). Albanese, comunque, non resterà a lungo lontana dalle aule parlamentari: il prossimo mese presenterà un nuovo rapporto, sempre sul “genocidio”. “E poi vorrei occuparmi anche di ecocidio”. Occasioni per tornare a interloquire con le opposizioni. Quando i cronisti la aspettano nella saletta stampa s’ingenera un equivoco divertente: “Non fate domande con lo sfondo dell’emiciclo, quello è riservato solo ai parlamentari”. Non essendo eletta si cambia sfondo girandosi verso il muro. Almeno per ora.

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  • Luca Roberto
  • Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.