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"Deluso e amareggiato da Vannacci", dice Salvini dopo l'addio del generale
"Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa", scrive il leader del Carroccio su X: "La forza e il destino di una comunità dipendono dal popolo e dalla truppa, non da re o generali"
"Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato". Così il leader della Lega Matteo Salvini su X, poco dopo la conferma dell'uscita di Roberto Vannacci dal partito. "La Lega aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti. Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti – sottolinea il vicepremier –. Gli abbiamo offerto l’opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l’ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito". Insieme al suo lungo messaggio, Salvini ha pubblicato un vecchio video in cui Vannacci criticava le accuse di usare il Carroccio solo come "un pulmino. Io ancora credo nella parola data e nell'amore".
"Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità", scrive ancora il segretario. Che subito dopo sottolinea: "Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa. Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini".
Il generale sui social ha lanciato ufficialmente "Futuro Nazionale", il suo nuovo progetto politico di destra "non moderata". "Dispiace umanamente prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada – ha proseguito Salvini – Se è vero che nella vita tutti sono utili e nessuno è indispensabile, la Lega ci ha insegnato in questi anni, spesso sola contro tutti, che gli uomini passano, le idee restano. La forza e il destino di una comunità dipendono dal popolo e dalla truppa, non da re o generali. Liberi e forti. Senza paura", ha concluso.