Il caso
Decaro riporta in auge la slidecrazia di renziana memoria
Durante le dichiarazioni programmatiche del primo consiglio regionale a Bari, il presidente ha iniziato a maneggiare un telecomandino per governare lo scorrere delle video schermate. Chissà che non sia un segnale delle eventuali mire extra pugliesi
Bentornata “slidecrazia”: il governatore Antonio Decaro, in passato vicino all’ex premier Matteo Renzi (con il quale ha conservato un'amicizia antica consolidata tra panzerotti e partite a calcetto), nelle dichiarazioni programmatiche del primo consiglio regionale a Bari, sul più bello, ha iniziato a maneggiare - pur con qualche impaccio tecnologico - un telecomandino per governare lo scorrere delle video schermate. “Per fortuna c'è qualcuno che mi sta aiutando nel cambiarle”, ha detto a mezza voce strappando un sorriso ai duecento presenti nell’aula dell'assemblea pugliese.
La trovata delle slide - che rimanda alla stagione del Matteo di Rignano sull’Arno a Palazzo Chigi - secondo alcune ricostruzioni è una trovata condivisa dall’ingegnere di Torre a Mare con l’agenzia di comunicazione Proforma, vera protesi digitale del leader pugliese. Non a caso, proprio i creativi guidati da Giovani Sasso, hanno messo la firma su una serie sterminata di trovate pop che ha caratterizzato le ultime uscite pubbliche di Decaro: dallo slogan delle regionali (“Tutta la Puglia”) evocativo della hit sanremese di Gabri Ponte, alla citazione della fragilità attraverso la canzone di Lucio Corsi, al “decarogo” riformista con cui alla kermesse di Energia popolare a Napoli ha demolito la “sinistra dei no” prima della chiusura di Elly Schlein.
Se la slide può essere interpretata come un indizio, chissà che non sia anche un segnale non solo della cura per la semplificazione del messaggio politico di Decaro, ma anche delle eventuali mire extra pugliesi (la premiership del centrosinistra?) che qualcuno inquadra tra i progetti futuri del neo monarca barese.