l'intervista
Foti: "Schlein specula su Niscemi. Vannacci? Non seguiremo chimere"
Il ministro per gli Affari europei: "Dire ‘togliamo i fondi dal ponte per destinarli altrove’ è pura demagogia". Vannacci? "Il centrodestra è unito da trent'anni, non seguiremo chimere". Trump? "L'Italia e l'Europa non meritano le sue parole sull'Afghanistan"
Roma. Ministro Tommaso Foti, Niscemi crolla, a sinistra chiedono di stornare risorse dal ponte. Frana, governo ladro? “Le polemiche di Schlein sono speculazioni di chi non conosce, o finge di non conoscere, la storia. Né tantomeno il presente”. Cosa intende? “Sappiamo quanto è caduto e accaduto. Ma non sappiamo quanto può cadere e accadere”. Continua il titolare degli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr: “Come spiegano i geologi, la fragilità di Niscemi è nota da secoli. Nel 1997, anno della precedente frana, il sindaco era un esponente d’area riconducibile all’attuale Pd. Idem per il presidente di Regione dal ’98 al 2000: un democratico di sinistra poi divenuto viceministro del governo Prodi alle Infrastrutture”. Angelo Capodicasa. “Sì, perciò parlo di ignoranza storica. Dopodiché vorrei aggiungere che, prima di stabilire quali fondi destinare a Niscemi, il quadro tecnico dovrà essere completo. E dunque comprensivo sia dei danni del tifone sia della frana. Dire ‘togliamo i fondi dal ponte per destinarli altrove’ è pura demagogia. Oltretutto Schlein ha già firmato una proposta di legge per spostarli sulle aree interne. E Conte, dal canto suo, li vuole sul salario minimo. Individuassero, almeno per serietà, una alternativa e non cento”.
Drammi nel paese reale non meno che a Palazzo (si fa per dire). Cosa pensa del boicottaggio della conferenza, organizzata dal leghista Domenico Furgiuele, con esponenti di Forza nuova e Casapound? Ha fatto bene il presidente della Camera a sospendere tutte le manifestazioni dopo le proteste antifasciste dell’opposizione? “Dico solo che trovo grande equilibrio e rassicurazione nella presidenza di Lorenzo Fontana”. La polemica di giornata ci porta dritti a Roberto Vannacci, promesso divorziato di Matteo Salvini. La Lega è ingovernabile? “Rifuggo dall’intromissione in casa d’altri”. Cos’è Vannacci, per voi? Un outsider? Una mina vagante? Vi farà perdere le elezioni? “Vede, il centrodestra rappresenta un blocco sociale che da oltre trent’anni si riconosce nella stessa coalizione. E io non penso proprio che smetterà di farlo per seguire certe chimere”.
Dall’Italia all’Europa, i pasdaran sono ufficialmente riconosciuti come terroristi. Un segno politico là dove la società civile è mancata? “In Iran c’è stato un massacro. Una carneficina di giovani. Nel 2023 la Corte d’Appello di Düsseldorf ha riconosciuto Teheran quale mandante dell’attentato a una sinagoga. Se c’è chi volta lo sguardo altrove, io rivendico invece una posizione dura”. A proposito di durezza, anche Meloni pare indurita con Trump dopo le dichiarazioni sull’Afghanistan. C’è chi parla di mutati rapporti. E’ così? “Meloni ha osservato che il sacrificio dei soldati italiani ed europei non merita certe considerazioni. La presidente ha difeso l’Italia: i morti, i feriti, le famiglie che hanno subito lutti. Giustamente rivendichiamo, per la patria e per l’Europa, il sacrificio dei nostri uomini migliori”. Perciò possiamo parlare di una svolta nei rapporti con gli Usa? “In quelle parole, e nella classe dirigente di FdI, io leggo coerenza. L’amicizia è un valore che si esprime nella coerenza. E dunque nella difesa dell’Italia che in quel momento era in campo per la libertà di altri popoli”. Un’ulteriore increspatura, oggi, nella dialettica con gli Usa, è determinata dalla polemica sull’Ice. Dopo il caso Pretti, è allarme a sinistra per la presenza dell’agenzia federale alle Olimpiadi. “Ecco, a tal proposito penso che prima di parlare bisognerebbe collegare bocca e cervello”. Addirittura. “Ice è presente in cinquanta nazioni, compresa l’Italia, dove non svolge operazioni di controllo dell’immigrazione. Come altre agenzie federali, la sua componente investigativa ha l’ufficio di collegamento all’ambasciata statunitense a Roma. Ma ovviamente non può svolgere servizi di polizia esterni, né di pattugliamento né di scorta. Detto questo, se parliamo del Minnesota, l’abuso e la violenza sono esecrabili... Benché l’Ice faccia parte del ministero della sicurezza statunitense dal 2002”. E quindi? “E quindi sarebbe meglio evitare polemiche, considerato che sotto la presidenza Obama i decessi in custodia dell’Ice furono cinquantasei. Se vogliamo poi discutere della presenza ai giochi, sappiamo che ogni attività di ordine e sicurezza pubblica, in Italia, è gestita senza deroga dall’Interno e dalle sue articolazioni territoriali, ossia prefetture e questure. Dire di agenti dell’Ice sulle strade è surreale. Sono fandonie. Sarà poi che a sinistra la memoria è corta…”. Rispetto a cosa? “Rispetto a Conte presidente, con Pd e Iv. E all’esercito russo per la gestione del Covid. Sarà questione di fosforo, chissà”.