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Vannacci spinge per un nuovo partito e deposita il simbolo di "Futuro nazionale"
Come anticipato dal Foglio, il generale deposita il marchio di quello che potrebbe essere il suo nuovo progetto politico. Un suo fedelissimo aveva già registrato il dominio internet futuronazionale.it
Roberto Vannacci freme. Come anticipato dal Foglio, si legge “Futuro nazionale” sul marchio depositato dal generale il 24 gennaio: un cerchio blu con dentro una fiamma tricolore stilizzata e il nome di quello che a tutti gli effetti sembra essere un nuovo partito. Del resto, i rumors su una possibile fuoriuscita di Vannacci dal Carroccio erano nell'aria da tempo. Lo stesso eurodeputato (che della Lega è anche vicesegretario) a chi chiedeva di un suo ipotetico nuovo partito ha risposto "mai dire mai", nonostante le smentite di alcuni suoi fedelissimi. “Lavoro con lui da vent’anni”, aveva detto a questo giornale Claudio Spinelli, responsabile regionale del “Mondo al contrario Puglia”. “Vannacci ha già un disegno nella sua testa. Ce l’ha sempre: si sta attrezzando con le persone e i modi giusti. Dentro o fuori la Lega, lo rivelerà lui. Ma non è ancora giunto il momento: a oggi il partito non si farà. Non badate alle voci”.
Qualche movimento si era già visto nei giorni scorsi. A quanto risulta all'AdnKronos, il lucchese Giulio Battaglini, già in Fdi e oggi uno degli assistenti parlamentari del generale a Bruxelles, lo scorso fine ottobre aveva registrato il dominio internet www.futuronazionale.it. Piattaforma web che potrebbe divenire il sito ufficiale della nuova formazione vannacciana.
Dalle montagne dell'Abruzzo questo weekend, il segretario della lega Matteo Salvini ha cerca di ricompattare, non senza durezza: "La storia insegna che chi esce dalla Lega finisce nel nulla". Un riferimento, per molti, proprio alla ventilata fuoriuscita del generale e autore di bestseller da Via Bellerio. Da cui, nel frattempo, si smentiscono le ricostruzioni di stampa dove si raccontano pressioni da parte di Luca Zaia sul segretario per intervenire contro il suo vice, ormai da molti dei "vecchi" leghisti considerato un corpo estraneo. Considerazione che, come abbiamo raccontato spesso, non è certo rara fra i leghisti.