Il bluff Vannacci: lasciare la Lega? “No, gli manca il coraggio”, dicono gli ex fedelissimi del generale
La bersagliera di Varese Stefania Bardelli contro il generale: "Parla di momento decisivo, ma alla fine si tira indietro"
Partito o non partito? Questo è il dilemma, tra le fila del generale. O forse no: è un bluff, a sentire chi lo conosce bene. “Roberto Vannacci alza la voce, lascia intendere che ci sia tempesta con la Lega, parla di momento decisivo e poi alla fine tutto rientra dove dev’essere”, sostiene Stefania Bardelli, la “bersagliera di Varese”, da diversi mesi ormai fuori dall’associazione dell’europarlamentare. Senza averlo perso di vista. “Avete presente il titolo del suo ultimo libro, ‘Il coraggio vince’? Ecco. Politicamente è tutto ciò che gli manca. Sappiamo bene come fa: lui non vuole arrivare a rompere, perché in quel caso poi deve esporsi davvero. E alle sue spalle c’è il nulla, nessuna struttura, nessun profilo politico in grado di portare avanti il progetto. Ha ragione Salvini: fuori dal Carroccio c’è il deserto. E nemmeno Vannacci potrebbe affrontarlo”. Seguendo un ragionamento diverso, traccia le stesse conclusioni anche Claudio Spinelli, responsabile regionale del “Mondo al contrario Puglia”. Un fedelissimo del generale. “Lavoro con lui da vent’anni”, sottolinea al Foglio. “Vannacci ha già un disegno nella sua testa. Ce l’ha sempre: si sta attrezzando con le persone e i modi giusti”. Cioè? “Dentro o fuori la Lega, lo rivelerà lui. Ma non è ancora giunto il momento: a oggi il partito non si farà. Non badate alle voci. Gli sciacalli gli girano attorno: non deve sentirsi spinto a compiere passi avventati”.
Insomma, si continua a sparare a salve. Anche se il frastuono ha un suo peso. “Siete voi giornalisti che cascate nel tranello”, punge Bardelli. “Lo capite o no che è un gioco? Il generale fa le sue solite uscite sulla sicurezza, sull’Europa, sui confini. Campa di questo perché gli date retta: se non si parla più di Vannacci, che cosa resta a Vannacci? Uscirà dal partito soltanto quando la Lega lo metterà alla porta. E questo giorno è vicino: molti esponenti del Carroccio sono insofferenti, stufi di lui. Soprattutto sul territorio. Dal suo punto di vista la soluzione ottimale sarebbe restare dentro e continuare a fare la mina vagante. Il tira e molla però è un rischio, Vannacci sbaglia a pensare che possa andare avanti in eterno. E attorno a lui sta cambiando il vento: le dichiarazioni di Zaia sui diritti civili, Francesca Pascale ospite a Roccaraso. Si capisce bene dove vuole andare la Lega”. Per alcuni un’opportunità, per altri una preoccupazione. In Veneto, Stefano Valdegamberi – l’unico vannacciano doc fra tutti i consiglieri regionali eletti col Carroccio – ribadisce di “non saperne nulla di nuovi partiti o iniziative politiche. Le divisioni interne meritano però una riflessione: Zaia ha avuto l’opportunità di dire la sua al congresso federale, la primavera scorsa, e non l’ha fatto. Troppo facile alzare la voce adesso. La linea deve rimanere quella del generale”.
Eppure anche questo potrebbe essere un gioco delle parti. “L’importante, in ogni caso, è far parlare di sé”, dice di nuovo Spinelli. “Tra una tematica e l’altra, la Lega continua a fare un sacco di audience. Dare risalto a Salvini, dare risalto a Vannacci. Dagli umori che sento attorno a me c’è un buon numero di persone che aspira all’indipendenza del generale verso una nuova esperienza politica. Ce ne sono altrettante che invece sperano che gli venga riconosciuto un po’ più di potere all’interno della Lega: gli è stata affidata una carica importante, ma oltre gli onori gli andrebbe riservata una voce in capitolo più incisiva e autoritaria”. Cioè quel che ormai teme anche Salvini. “Vannacci deve continuare così: muovere le acque su un territorio per lui inedito come la cosa pubblica, ritagliandosi lo spazio per incidere. Anche perché uno del suo calibro resta essenziale per la Lega”. Lo è davvero? “Vi dà un lustro e una visibilità fuori dal comune. E lui ha il suo seguito personale: gli altri?” Tanti leghisti sono convinti di fare meglio senza il generale. Di non volersi snaturare per i suoi voti. “Invece ne porterà altri alla Lega. Semmai sono i simpatizzanti della Pascale che farebbero bene a non abbracciare posizioni di comodo a fini elettorali. Ci vogliono saldi principi, progetti futuri. Dunque per adesso Vannacci rimane qui: è una persona molto attenta alle pianificazioni, l’ha fatto di mestiere per tanti anni. Fondare un nuovo partito richiederebbe poi ingenti finanziamenti e una capillare struttura organizzativa, tecnici specializzati: non so se il generale a questo punto disponga di queste cose. Per questo aspetta”. Senza far trapelare nulla? “Non si è ancora confidato con nessuno”. È il segreto militare.