Il racconto

I "treni" di Schlein: Cuperlo a Milano, Bonaccini a Napoli ma il Pd continua ad attendere la Direzione Pd da un anno

Carmelo Caruso

La segretaria Pd restituisce la Fondazione Demo a Cuperlo (a cui l'aveva tolta per donarla a Zingaretti) e lo fa con un evento. Il disagio Dem: andare a Milano o a Napoli da Bonaccini. Provenzano chiede la Direzione, ma Schlein fa la gnorri

Roma. Il futuro del Pd è la stazione. Con Salvini i treni sono in ritardo, ma con Schlein il Pd è “lavori in corso”. Fine cantiere: mai. Vi forniamo il tabellone degli orari della segretaria: da un anno non si convoca la direzione del partito; mercoledì si prevede una conferenza stampa per annunciare la rinascita della Fondazione Demo (che torna a Cuperlo dopo essere stata tolta a Cuperlo), il fine settimana è disagio dem: andare a Milano (da Cuperlo) o a Napoli (all’evento di Stefano Bonaccini)?

 

Tralasciamo la campagna pubblicitaria del Pd per il “no” al referendum con questi manifesti: “vota no alla legge del più forte” (ma che c’entra con la separazione delle carriere?). La grande novità della settimana è questo revamping della Fondazione Demo (andate sul sito: l’editoriale è fermo al 28 novembre 2023). Schlein riconsegna la fondazione a Cuperlo (dopo averla donata a Zingaretti). E’ come nei giornali: si prepara il restyling così come il grande evento, una due giorni a Milano con Emanuele Felice e Cuperlo (ha appena curato “Egemonia Democrazia” per Passigli, una raccolta formidabile degli scritti di Gramsci). Il problema è che l’orologio del Pd, come il treno di Azzurro, all’incontrario va.

 

Il fine settimana gli amministratori dem sono stati mobilitati da Bonaccini, il leader di Energia Popolare (detta anche Energia Litorale) a Napoli (a proposito, caro Bonaccini, inutile fare 'o Sarracino: di Sarracino ce n’è uno ed è Marco, ’a criatura di Andrea Orlando). Cosa scegliere? Il parlamentare dem che sta ormai in maggioranza (a eccezione dei Riformisti di Guerini) deve dividersi. La mattina correre a Milano, per omaggiare Cuperlo, il nostro Joyce, ma nel pomeriggio deve salire a bordo, ciuf, ciuf, e andare da Bonaccini perché rimane sempre il presidente del Pd (la poltrona non la molla neppure se gli regalano un altro paio di occhiali Ray-Ban). Abbiamo chiesto a Cuperlo cosa sarà della Fondazione Demo, del revamping, ma il nostro Joyce si è chiuso nel suo flusso di silenzio e tutto quello che ci può dire è che ha solo versi storti alla Montale. Ci siamo informati e sappiamo che a Milano oltre Felice, l’economista scapigliato, ci sarà l’eroe Igor Taruffi, Tarrufenko, perché la fondazione riparte (dopo essere stata messa sul binario morto). Taruffi ci spiegherà dove va il mondo (quei furbi della destra e di FdI se lo fanno già spiegare da Alessandro Aresu che non a caso scrive adesso su Il Giornale).

 

Restano da affrontare le questioni serie. Peppe Provenzano, durante l’ultima segreteria carbonara, ha avuto l’ardire, così, con la sua delicatezza, di ricordare che la direzione non si convoca da un anno. Ebbene, i macchinisti di Schlein, lo hanno guardato come fosse Greg Bovino, il capo dell’Ice di Trump, come se Provenzano si fosse rasato i capelli. Non resta che raccogliere le firme per chiedere, formalmente, a Schlein di fare quello che in un normale partito è prassi. La fortuna è che Trump è un grande diversivo e la lotta per liberare il Minnesota vale più dell’Ilva. Campagna d’ascolto, treni ed eventi… Taruffi è amico di Guccini, l’autore della Locomotiva. Il passaggio a livello ha già sostituito il Congresso del Pd. 

Carmelo Caruso

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  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio