La curiosità

Il Conte “repubblicano”: dialogo al Farnese con La Malfa

Gianluca De Rosa

Il premier del M5s incontra per la seconda volta in un mese l'ex ministro repubblicano che lancia le sue officine: "Per dare una mano a un'alternativa a questo governo"

 Giuseppe Conte e Giorgio La Malfa insieme per parlare di politica: la coppia resta insolita, ma ormai non più episodica. Tra il capo del M5s e l’ormai 87 enne economista ed ex ministro repubblicano, figlio di Ugo, tra i padri della Repubblica, un primo incontro c’era già stato a fine dicembre. Questa mattina a Roma, al Cinema Farnese, si replica. In piazza Campo de’ Fiori, i due torneranno a confrontarsi. L’occasione è la prima uscita di ‘Officina Repubblicana’, il movimento  lanciato qualche giorno fa da La Malfa con l’obiettivo esplicito di favorire un ritorno alla politica e “aiutare la definizione di uno schieramento alternativo a quello che attualmente governa, con un programma che sia convincente per gli italiani”. Non un nuovo partito, dunque, ma uno spazio di confronto (e supporto) per il campo largo, aiutato dalla storia di una famiglia, quella dei La Malfa che ha attraversato la storia della repubblica, dall'Assemblea costituente a oggi. Conte accetta la sfida, Schlein, non c’è.  Ma cosa cerca il Conte-Ugo? Il precedente di dicembre aiuta a capire il senso dell’operazione. Allora Conte era stato ospite di un appuntamento alla Fondazione Ugo La Malfa, davanti a una platea composta in larga parte da ambasciatori ed economisti. In quell’occasione La Malfa aveva espresso apertamente la sua preoccupazione: il sospetto che  Meloni possa puntare al Quirinale dopo le elezioni del 2027. Non tanto come approdo istituzionale, quanto come passaggio utile a costruire un presidenzialismo di fatto. Sempre in quell’incontro Conte, di fronte a un pubblico poco incline agli slogan, aveva riconosciuto che con il Pd sarà inevitabile arrivare a una sintesi sull’Ucraina e sulla politica estera, ammettendo implicitamente che quel nodo non può restare sospeso se si vuole costruire un’alternativa credibile di governo. Un passaggio tutt’altro che scontato per il leader pentastellato. Al Farnese, con Conte, ci saranno anche Enzo Amendola, già ministro Pd per gli Affari europei nel governo Conte II e poi sottosegretario con la stessa delega con Draghi,  Alessandro Onorato, assessore capitolino e coordinatore di “Progetto Civico Italia” e Sandro Gozi, eurodeputato di Renew.


Quando Conte era a Palazzo Chigi, La Malfa lo ha spesso criticato, soprattutto sul piano economico. Oggi però i toni sono cambiati. Conte ascolta e annuisce, mostrando una curiosità  rispettosa verso quei “padri nobili” che altri, nel campo progressista, guardano con crescente fastidio. A partire da Schlein. La segretaria  ha scelto di segnare una distanza netta persino dagli ispiratori del suo partito (vedi  Prodi), figuriamoci da altri vecchi arnesi.
 

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