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l'intervista
La Lega che non odia il Mercosur. Gancia: “È un'opportunità”
“Sono contro il protezionismo in ogni forma, come sono contro i dazi di Donald Trump. Le proteste insieme ad agricoltori e M5s? Tattica elettorale", dice la consigliera regionale leghista
“L’accordo Ue-Mercosur? E’ un’opportunità”. Non lo dice al Foglio un libdem di Luigi Marattin, ma una leghista doc. Gianna Gancia è stata europarlamentare del Carroccio fino al 2024 e oggi siede nel Consiglio regionale piemontese. E’ la moglie di Roberto Calderoli, e oltre che sui manifesti della Lega, il suo cognome lo si legge sugli spumanti di una delle case vitivinicole più importanti d’Italia, Gancia, per l’appunto, sul mercato dal 1850.
Per l’industria del vino, e non solo, la rimozione dei dazi in Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay è una risorsa mica male. Con un mercato da oltre 700 milioni di persone. Ne è convinto Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione Italiana Vini, ma anche Gancia: “Io non ho pregiudizi e sono ottimista, lo sono sempre stata. Dove non passano le merci passano gli eserciti”. Lo diceva Bastiat, economista francese dell’Ottocento, e l’avrebbe ripetuto anche di fronte alle strette commerciali minacciate da Washington, schivate (almeno per ora) dall’Italia. “Sono contro il protezionismo in ogni forma, come sono contro i dazi di Donald Trump – spiega la leghista –. Toglierli dall’altra parte del mondo, nel blocco sudamericano, è una via di diversificazione. Io sono su questa posizione”.
E pensare che un suo collega di partito come Claudio Borghi “festeggia” la possibilità di altri dazi per Francia e Germania. La Lega li chiama “deboli d’Europa”, mentre scende in piazza al fianco dei trattori a Strasburgo. Con loro c’è anche il M5s. “Fanno queste manifestazioni per prendere voti. La vedo più come una tattica elettorale che una presa di posizione nel merito. Può scriverlo questo, non ho problemi”. Per carità. “Vediamola come un’opportunità”, ribadisce Gancia, sottolineando l’importanza dei profili dell’intesa legati a importazione e distribuzione: “Va fatta una valutazione seria per quel che riguarda la provenienza dei prodotti, in modo che il consumatore possa essere tutelato”.
Superati i cortei di ieri, oggi all’ordine del giorno nel Parlamento europeo si voterà per chiedere (o meno) un parere alla Corte di giustizia dell’Ue sulla compatibilità degli accordi Ue-Mercosur con i Trattati dell’Unione. Il M5s ha già confermato che voterà a favore. E anche la Lega, per bocca del vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, continua a mostrarsi sulla stessa barricata dei pentastellati.
Ma non c’è solo Gancia, tra i leghisti, a scegliere un approccio più moderato sul Mercosur: “Vengo dal mondo dell’industria e penso che le ricadute positive sul nostro export sarebbero importanti”, spiega il senatore Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della commissione Industria e Produzione agroalimentare. “Bisogna comunque mettere nero su bianco una tutela forte per gli agricoltori. Ci vuole massima trasparenza in etichetta e controlli per il consumatore”. E’ un dibattito senza rabbia, il loro. Ben distante da quello che il Carroccio cavalca da giorni, con gli ex alleati grillini. “Se vogliamo far crescere questo paese – conclude allora Gancia – dobbiamo avere un elettorato consapevole”. Oltre ai trattori per le vie di Strasburgo c’è di più.