frane nel campolargo

Furfaro difende Renzi dal veto del M5s: "Abbiamo il dovere di essere tutti uniti contro Meloni"

Federico Giorgetti

Il deputato schleiniano frena il capogruppo del M5s alla Camera, Riccardo Ricciardi, che vuole picconare il progetto "testardamente unitario" della segretaria del Pd: "Nel 2022 il centrodestra ha vinto perché ci siamo presentati divisi. Serve unità"

“Abbiamo il dovere di essere uniti per battere Giorgia Meloni”, dice al Foglio Marco Furfaro, deputato del Pd e fedelissimo della segretaria del Pd Elly Schlein. Nessun dubbio dunque sulla linea "testardamente unitaria" di Schlein, nonostante le parole di Riccardo Ricciardi, presidente del gruppo del M5s alla Camera, che ieri ha escluso categoricamente qualsiasi ipotesi di apertura a una coalizione con Italia Viva, considerando il progetto del "campo largo" – o come lo chiama lui "campo giusto" – come un'ipotesi di lavoro incompatibile con la presenza del partito di Matteo Renzi, ponendo di fatto un veto. “Non lo vorrei, non si condivide una linea politica e non ci si può fidare, l’ha dimostrato in mille occasioni”, ha detto il grillino. Più responsabile, soprattutto in vista delle elezioni nel 2027, è la posizione del deputato dem, che prova a smorzare la questione: “In ogni angolo di paese ci chiedono di stare insieme, Meloni governa proprio perché ci siamo presentati divisi alle ultime elezioni. Dobbiamo cercare unità. Punto”.  

I numeri, d'altra parte, impongono anche calcoli cinici. Ricciardi vorrebbe in coalizione con il suo partito solo Pd e Avs, escludendo anche Carlo Calenda. “Se lui (Renzi, ndr) porta un 1,5 per cento o il 3 per cento, noi quel 3 per cento lo perdiamo. Per noi è un gioco a perdere”, è il ragionamento del capogruppo M5s. Ma secondo gli ultimi sondaggi, con un perimetro di questo tipo si raggiungerebbe appena il 41 per cento degli elettori, restando qualche punto percentuale indietro rispetto alla coalizione di centrodestra guidata da Meloni. 

In ogni caso le parole di Ricciardi hanno scatenato le reazioni degli esponenti di Iv. Prima del vicepresidente e senatore Enrico Borghi, che si è detto dispiaciuto ma non sorpreso dalle parole del pentastellato, che secondo il renziano “vorrebbe altri 5 anni di governo Meloni, perché questo succede se si mettono veti su Italia Viva”. Poi dalla capogruppo al Senato Raffaella Paita, che ha risposto a tono: “Difficile fidarsi di chi ha fatto un governo con Salvini. Se Ricciardi vuole confrontarsi sul passato noi ci siamo". Il Pd, intanto, prova a rimettere insieme i cocci, sapendo perfettamente che l'unità del centrosinistra non è un'opzione, ma la condizione necessaria per arrivare alla guida del paese.