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Le dichiarazioni
Borghi (Lega): "La Groenlandia? Serve solo a pescare merluzzo: lasciatela a Trump"
Il senatore leghista a Radio Cusano Campus ha detto che l'isola è "veramente inospitale" e che se Nuuk "fosse un gran tesoro sarebbero i groenlandesi i primi a volere l'indipendenza". E sui dazi: "Da sovranista godo nel vedere dazi asimmetrici"
"L'utilità della loro terra in questo momento è solo la pesca del merluzzo, ma lasciategliela a Trump. Io sono abbastanza convinto che a Trump l'idea della Groenlandia piaccia perché la vede grande sulla cartina, secondo me è rimasto fregato in parte dalle proiezioni di Mercatore". Queste sono le parole di Claudio Borghi, senatore della Lega, intervenuto su Radio Cusano Campus, nel corso del programma Battitori Liberi, a proposito delle affermazioni del presidente americano che ha più volte minacciato di volere l'isola artica per questioni di sicurezza nazionale. "Se veramente fosse un gran tesoro - ha continuanto il senatore del Carroccio - sarebbero i groenlandesi i primi a dire che vogliono l'indipendenza. Ma uno vuole l'indipendenza quando paga per gli altri, loro invece sono sussidiati in tutto, ed è normale che lo siano. Poverini, sono in 50 mila in un posto oggettivamente inospitale".
Nei giorni scorsi la Francia aveva chiesto all'Unione europea di usare lo strumento anti coercizione, il cosiddetto bazooka, per rispondere ai dazi che Trump ha deciso di imporre ai paesi europei per costringerli a cedere Nuuk. Su questo punto Borghi però non è d'accordo: "Noi fortunatamente stiamo evitando di fare cose stupide, ora speriamo di opporci anche ai controdazi. Il dazio non puoi metterlo al tuo cliente: lo puoi applicare solo se sei cliente. Vuoi vendermi i tuoi prodotti? Allora ti applico una sovrattassa. E altra cosa - ha proseguito il senatore - io da sovranista sto godendo nel vedere dazi asimmetrici. Mentre l'Unione Europea per mettere i dazi a qualcuno deve decidere in accordo perché siamo un'unione doganale, gli Stati Uniti possono scegliere quanto mettere ad ognuno, e questa cosa ovviamente a me piace tantissimo perché è l'inizio della fine dell'Unione Europea".
Il leghista aveva in precedenza parlato dei dazi come "un'opportunità", ma "molti si sono messi a sghignazzare. I dazi asimmetrici sono un'opportunità, perché se i dazi sul vino francese vanno al 200 per cento, i nostri produttori di vino, secondo voi, sono tristi oppure si bevono una di quelle buone? Perché significa che noi dovremmo vendere anche per i francesi agli americani". Borghi ha concluso il suo intervento dicendo criticando la decisione del governo italiano di dire sì all'accordo di libero scambio con i paesi del Sudamerica: "Bisogna investire nella domanda interna: perché cercare la benevolenza degli americani quando avrei 300 milioni di possibili clienti, che sono i cittadini europei, che in questo momento non stanno comprando nulla perché ci sono le regole tali per cui non puoi spendere e investire? Il governo ha fatto molto male a ratificare il Mercosur, perché non c'è stato nessun passaggio parlamentare".