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il déjà vu

Sul Mercosur torna l'asse giallo-verde. Lega e M5s al fianco degli agricoltori a Strasburgo

Redazione

Carroccio e Movimento cinque stelle si schierano contro l'accordo di libero scambio tra Unione europea e i paesi del blocco sudamericano. I pentastellati sfilano con i trattori, mentre domani è atteso il voto in plenaria per chiedere il parere della Corte di giustizia dell’Ue sulla compatibilità dell'intesa commerciale con i Trattati Ue

Riecco l'asse giallo-verde, ricompattato al fianco degli agricoltori. Migliaia di agricoltori si sono dati appuntamento oggi in piazza a Strasburgo, davanti al Parlamento europeo, per protestare contro l'accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur, in discussione in Aula. Secondo la Fdsea, l'associazione degli agricoltori francesi, dalla sola regione del Basso Reno sono in arrivo 10 mila manifestanti e oltre 750 trattori. Tra circolazione bloccata e interruzioni parziali del trasporto pubblico, due diversi cortei sono attesi in direzione del quartiere europeo, mentre i rinforzi di polizia sono arrivati in città da diverse prefetture francesi. Un déjà vu di quanto successo a Bruxelles a dicembre, quando migliaia di manifestanti hanno bloccato le strade e lanciato fuochi d'artificio in segno di protesta contro l'accordo, costringendo la polizia a rispondere con gas lacrimogeni e idranti.

 

Al fianco dei trattori, anche gli europarlamentari del Movimento cinque stelle. "Noi siamo dalla parte degli agricoltori italiani, le cui produzioni rischiano di essere travolte da quelle sudamericane che hanno costi e standard di produzione al ribasso, senza nessuna forma di reciprocità", si legge in un comunitato trasmesso ieri. Una delegazione di pentastellati sfilerà per le vie di Strasburgo contro un accordo "che sacrifica la nostra sovranità alimentare". Mercoledì, L'europarlamento deciderà se chiedere il parere della Corte di giustizia dell’Ue sulla compatibilità degli accordi Ue-Mercosur con i Trattati dell’Unione. Il M5s ha già confermato che voterà a favore. 

  

La Lega si inserisce nello stesso binario, nonostante il governo di cui fa parte abbia già detto sì all'accordo. "Siamo coerenti, abbiamo sempre detto no al Mercosur perché non rispetta le condizioni di reciprocità che vengono richieste dal sistema produttivo agricolo italiano", ha dichiarato ad Affaritaliani il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, ex ministro leghista delle Politiche agricole. "Tutte le associazioni di categoria agricole hanno bocciato questo accordo perché avrà come conseguenza l’invasione di prodotti dal Sud America. Prodotti che vengono allevati coltivati e pescati senza rispettare quegli standard di qualità che l’Europa impone agli agricoltori europei", ha concluso Centinaio. La corrispondenza di amorosi sensi tra pentastellati e leghisti si rinsalda sul Mercosur. Giovedì, inoltre, con grande probabilità l'asse dovrebbe replicarsi in occasione della mozione di sfiducia a von der Leyen. La quarta nel giro di pochi mesi.

   

Come abbiamo spiegato qui, i promotori della richiesta di un parere alla Cgue indicano tre nodi: architettura giuridica, principio di precauzione e "rebalancing mechanism" nel capitolo delle dispute, secondo cui un paese del Mercosur potrebbe appellarsi nel caso in cui ritenga ingiusta l'applicazione del meccanismo di salvaguardia. Se la mozione per chiedere un'opinione alla Corte passasse, l’effetto sarebbe un duro colpo per la Commissione: un parere può richiedere 18-24 mesi e, in quel periodo, il Parlamento non può dare il consenso all’iTA (l'Interim Trade Agreement, ossia il cuore commerciale del pacchetto). Se poi la Corte individuasse un’incompatibilità, l’accordo dovrebbe essere modificato

 

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