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Immigrazione, zone rosse e maranza: cosa c'è nel nuovo decreto sicurezza

Redazione

Dai controlli biometrici negli stadi a una stretta sull’uso delle armi da taglio. C'è anche uno scudo processuale per le forze dell'ordine, ma viene esteso a tutti. Le novità principali del provvedimento atteso in Cdm

All'ultima conferenza stampa, Giorgia Meloni lo aveva detto chiaramente: "Sicurezza e crescita" saranno i focus del governo per il nuovo anno. Almeno sul primo fronte sembra essersi mosso qualcosa. Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha presentato due provvedimenti su questo tema. Parliamo di un decreto legge, dedicato a disposizioni urgenti per il potenziamento operativo e organizzativo del Viminale e delle forze di polizia, insieme a un disegno di legge di 40 articoli sui temi della sicurezza pubblica, immigrazione e protezione internazionale e funzionalità delle forze dell’ordine. In totale fanno 65 articoli, condensati in un nuovo "pacchetto sicurezza", pronto a a essere discusso in Consiglio dei ministri. Si va dalla stabilizzazione delle zone rosse all’introduzione di controlli biometrici negli stadi, fino a una stretta sull’uso delle armi da taglio. Ecco le principali novità.

 

Zone rosse e sorveglianaza con l'IA

La bozza del nuovo pacchetto sicurezza predisposta dal Viminale prevede l’istituzione delle cosiddette zone rosse – vale a dire aree di vigilanza rafforzata – nei luoghi in cui avvengono più frequentemente episodi di illegalità. Queste zone saranno individuate dal prefetto di individuare delle zone, in cui sarà vietata la permanenza ed sarà disposto l’allontanamento di soggetti già segnalati dall’Autorità giudiziaria per particolari reati. 

Sul fronte della videosorveglianza, grande spazio alla tecnologia più avanzata. Il ministero propone infatti l'utilizzo di "sistemi di identificazione biometrica remota a posteriori" per garantire sicurezza all'interno degli impianti sportivi, come palazzetti o stadi. I tifosi saranno dunque tracciati in volto grazie a componenti di intelligenza artificiale. ma questo processo verrebbe attivato (a supporto delle forze dell’ordine) esclusivamente in seguito alla commissione di un reato nel corso dell'evento sportivo, anche ai fini dell’adozione di misure quali il daspo e l’arresto in flagranza differita per il presunto autore dell’illecito. A proposito di daspo, verrà esteso non solo ai soggetti condannati negli ultimi cinque anni per reati contro la persona e il patrimonio, ma anche nei confronti di coloro che risultino denunciati o condannati, anche con sentenza non definitiva.

Sempre per tutelare l'incolumità pubblica, si potranno effettuare perquisizioni sul posto durante manifestazioni pubbliche, ma anche dei "fermi di prevenzione", con trattenimenti fino a 12 ore.

 

Minori e coltelli

Alla conferenza stampa con i giornalisti, la premier aveva annunciato un provvedimento contro il fenomeno delle baby gang. Il pacchetto sicurezza interviene sul tema con alcune norme "anti maranza", come una stretta sull’uso delle armi da taglio, in particolare per i minori. Si introduce infatti un divieto di portare con sé particolari strumenti con lama, pena la reclusione da 1 a 3 anni o da sei mesi a tre anni, con tanto di aggravanti per chi ne faccia uso in gruppo o a volto coperto. E qualora a usare questi strumenti siano dei minorenni, ai genitori ( o chi li abbia in carico) saranno applicate ì sanzioni da 200 fino a 1000 euro. Una multa analoga sarà applicata nei casi di ammonimento del prefetto nei confronti dei minori responsabili di atti persecutori e cyberbullismo. 

Si amplia inoltre il ventaglio dei reati per i quali si può applicare l’ammonimento del questore verso i minorenni dai 12 ai 14 anni. Nella lista vengono infatti inseriti i casi di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia, se commessi con l’uso di armi o strumenti atti a offendere.

"Talune armi improprie, in particolare strumenti da taglio" non potranno essere vendute ai minori. Gli esercenti dovranno riportare quotidianamente tutte le vendite effettuate su un registro ad hoc, e per chi continuerà a vendere quegli strumenti nonostante il divieto,catterà una sanzione da 500 a 3000 euro, oltre al rischio di ritiro di licenza.

Previsto poi un divieto di porto di coltelli con lama tagliente di lunghezza superiore a 5 centimetri. I trasgressori saranno puniti con la reclusione da 1 a 3 anni, “con aumento di pena da un terzo alla metà, qualora il reato sia commesso da persone travisate o da più persone riunite o in particolari luoghi quali, ad esempio, le immediate vicinanze di istituti di credito, istituti di istruzione o formazione, parchi e giardini pubblici, stazioni ferroviarie, anche metropolitane”. A ciò si aggiungono sanzioni amministrative accessorie, come la sospensione della patente di guida, della licenza di porto d’armi, del passaporto e del permesso di soggiorno. 

 

Maggiore tutela processuale

Il pacchetto sicurezza interviene anche sul versante processuale. Si introduzione di un ulteriore passaggio preliminare all’avviso di garanzia, per valutare se i fatti per i quali si indaga siano avvenuti in presenza di "cause di giustificazione", a differenza di quanto avviene attualmente, in cui l’iscrizione sul registro degli indagati è automatica. Ne potranno usufruire le forze dell’ordine, anche se teoricamente si estende a tutti i cittadini. 

Nel dettaglio, "il pubblico ministero – si legge nella bozza – non provvede all’iscrizione della persona nel registro delle notizie di reato quando appare che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione (ad esempio: legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi, stato di necessità), disciplinando l’attività di indagine in presenza delle suddette scriminanti".

 

Furto procedibile d'ufficio

A proposito di giustizia, il provvedimento punta a restaurare la procedibilità d’ufficio per il reato di furto aggravato (ad esempio nelle ipotesi in cui sia commesso in ambito ferroviario o stradale e furto con destrezza). Mentre c'è un aumento delle pene previste per il furto in abitazione e per il furto con strappo, dall’attuale reclusione da quattro a sette anni alla reclusione da sei a otto anni, per il reato base, e dall’attuale reclusione da cinque a dieci anni alla reclusione da sei a dieci anni, per l’ipotesi aggravata. Fra gli altri ritocchi al codice penale spunta anche una nuova circostanza aggravante comune, applicabile ai delitti non colposi contro la vita, l’incolumità individuale e la libertà morale, per il caso in cui il fatto sia commesso contro gli iscritti all’albo e nei registri dei giornalisti, ma anche contro i direttori di testate giornalistiche non iscritti all’albo, durante lo svolgimento delle proprie funzioni o a causa di esse. 

 

Strette sull'immigrazione

Il maxi provvedimento interviene sui ricongiungimenti familiari. Da un lato, si ampliano le categorie di cittadini stranieri legittimati a richiederlo, per incentivare l’ingresso nel paese di lavoratori qualificati. Dall’altro, si restringono le categorie di familiari ricongiungibili.

Viene introdotto nel diritto interno anche il concetto di “paese terzo sicuro”, destinato a essere disciplinato dal Regolamento Ue 2024/1348, che entrerà in vigore nel 2026. Secondo quanto indicato nella bozza, l'obiettivo è garantire maggiore efficienza nelle procedure di protezione internazionale, assicurando  al contempo il rispetto degli obblighi internazionali e dell'ordinamento dell'Unione europea.

Prevista inoltre la possibilità di interdizione fino a un massimo di sei mesi, dell’attraversamento del limite delle acque territoriali, nei casi di rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi sul territorio nazionale, pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini, emergenze sanitarie di rilevanza internazionale ed eventi internazionali di alto livello che richiedano l’adozione di misure straordinarie di sicurezza. I soggetti considerati “pericolosi” per la sicurezza potranno essere riconsegnati allo stato di appartenenza.

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