Ansa
visione, competenza e metodo
“Contesto De Pascale, il ‘modello' Emilia-Romagna non esiste”, ci scrive Ugolini
Dalla sanità alla sicurezza, passando per i problemi legati al dissesto idrogeologico. La consigliera regionale dell’Emilia-Romagna, candidata del centrodestra alle utime elezioni, mette in evidenza tutte le criticità della regione
Al direttore – Ho letto l’intervento del presidente De Pascale sul Foglio proposito del presunto “modello Emilia-Romagna” come alternativa utile e vincente al governo nazionale. Peccato che, mentre impartisce lezioni all’Italia sui vari argomenti, eviti accuratamente di raccontare ciò che la sua Giunta ha realmente fatto, o non fatto, in questi 12 mesi in Regione. Porto solo tre temi ad esempio.
Partiamo dalla sanità. La distanza tra le sue parole e la realtà è lampante. De Pascale chiede più risorse al Fondo sanitario nazionale e rilancia lo slogan del 7,5 per cento del pil, senza ammettere che, grazie al governo, le risorse per la sanità regionale sono aumentate in modo significativo ma, nonostante questo, anche le liste d’attesa e i problemi sono aumentati. Una Regione in cui per fare un esame, un intervento di bassa complessità o una visita specialistica occorre aspettare più di un anno può essere considerata un modello da seguire? Una regione che ha chiuso il bilancio 2024 con un disavanzo di 200 milioni in sanità, che ad agosto 2025 prevedeva un buco di 645 milioni e che ha messo nero su bianco, dentro il bilancio di previsione 2026-28, un deficit strutturale di 200 milioni l’anno, si può dire che sia bene amministrata? Il Veneto con le stesse risorse è riuscito ad andare in pari dando servizi migliori. Dispiace dirlo, ma la prima e unica grande legge che è stata fatta in questa legislatura ha riguardato l’aumento delle tasse, che serviranno a contenere, solo in parte, il disavanzo previsto e non certo a migliorare i servizi ai cittadini. C’è un problema di produttività, di mancata valorizzazione del personale e di organizzazione. Un sistema in cui viene premiata l’appartenenza e non il merito non può reggere la complessità dei problemi presenti e futuri.
Sulla sicurezza, basta un dato per smontare la narrazione: Bologna, capoluogo e bandiera del centrosinistra, è al 102° posto nella classifica del Sole 24 Ore. Una posizione che certifica il fallimento di anni di sottovalutazione del problema. La sicurezza ha bisogno di città pulite, illuminate, dotate di sistemi di videosorveglianza all’avanguardia, di presenza delle forze dell’ordine e della polizia locale, di servizi sociali e sanitari in grado di farsi carico di malati psichiatrici senza fissa dimora e di integrazione vera, non di politiche contraddittorie. Solo pochi giorni fa il presidente De Pascale ha eccepito sul fatto che i militari siano presenti nella città con l’operazione Strade Sicure. O è vero che è importante garantire la sicurezza ai cittadini o non è vero.
Ma il vero convitato di pietra dell’intervento di De Pascale è la questione del dissesto idrogeologico. E’ il tema di cui si occupa direttamente, perché si è tenuto la delega sulla materia. Il territorio dell’Emilia-Romagna è forse il più fragile d’Europa ed è stato drammaticamente trascurato negli ultimi decenni. Già dai primi anni 2000 era chiaro che cosa si sarebbe dovuto fare per prevenire i disastri accaduti con le alluvioni del 2023 e del 2024. La recente indagine della Procura della Repubblica sui lavori fatti nel tratto di Boncellino-Traversara nel fiume Lamone lo dimostra: “dodici tecnici indagati, responsabilità politiche ancora tutte da chiarire, perché non sono stati realizzati gli interventi strutturali che avrebbero potuto evitare o mitigare il rischio idraulico”. Per spendere bene il miliardo e mezzo che è arrivato dal Governo non basta fare lavori spot, magari solo a fronte di diffide dei cittadini, senza un disegno complessivo. La riorganizzazione dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, il raccordo fra tutti gli Enti che hanno responsabilità su queste materie devono essere ripensati dalla A alla Z. E’ necessario cambiare urgentemente. Anche qui è necessario superare le logiche di appartenenza, smettere di fare lo scaricabarile e di autocelebrarsi, visto che sono gli stessi a governare da 70 anni. Servono visione, competenza e metodo. E’ su questo che dovrebbe essere misurato De Pascale.
Elena Ugolini, Consigliera regionale dell’Emilia-Romagna, candidata alle elezioni per la presidenza della regione nel 2024