Il pedro di Elly

Sanchez governa, Schlein contempla. In mezzo ci sono due miliardi in armi, l'Ucraina e la realtà

Salvatore Merlo

Il premier spagnolo aumenta la spesa militare, è pronto a mandare i suoi soldati a Kyiv, è atlantista e garantista: tutto quello che la sinistra italiana non è. La segretaria del Pd continua a guardare alla Spagna come un esempio. Quel modello c’è davvero ma funziona al contrario di come Schlein lo racconta. 

Ella, cioè Elly – la segretaria del Pd che vive in una striscia dei Peanuts – ha una sola coperta. E’ ideologica, non scalda, non protegge ma fa compagnia. E’ la Spagna, anzi, Pedro Sanchez. Ella, cioè Elly, ci ha infatti spiegato che è lì che guarda. E’ lì il futuro. E’ lì il progressismo. E’ lì la sinistra moderna. Noi siamo lì. Tutto è lì. Peccato che, quando si va a vedere cosa fa Sanchez, ci si accorge che Elly Schlein, lì, non c’è mai stata.

Tanto per cominciare, questa settimana Pedro Sanchez ha aumentato di due miliardi la spesa militare. Vaglielo a dire a Giuseppe Conte e al campo largo. E poi ha fatto di peggio: ha detto che la Spagna è pronta a mandare soldati in Ucraina per garantire la pace. Soldati. Ucraina. Pace. Tutte parole che, nel lessico della sinistra italiana, stanno insieme solo se negate, corrette, precisate, condizionate, meglio ancora se sussurrate in un sottoscala di corrente minoritaria. Schlein, sulla stessa materia, preferisce il registro liturgico. Al punto da essere incapace d’incalzare Giorgia Meloni quando tentenna perché ha il suo Conte che si chiama Salvini.

Tuttavia, il bello del modello spagnolo è che non finisce qui. Non solo spese militari e soldati in Ucraina. Sanchez attacca pure i magistrati del suo paese, parla di crescita, sa che non c’è redistribuzione senza produzione, vuole persino abbassare il costo del lavoro. E uno s’immagina Schlein, la spagnola, davanti a Landini e Fratoianni. Insomma, il modello c’è davvero. Ma funziona al contrario di come ella, cioè Elly, se lo racconta. Sanchez governa come un leader socialista europeo del XXI secolo: atlantista, garantista, pragmatico, calcolatore, opportunista, persino un po’ ruvido. Schlein invece lo cita come si citano i poster motivazionali. Come se Pedro Sanchez fosse una scritta sulla tazza del té, o una canzone di Raffaella Carrà: Pedro-Pedro-Pedro-pé / Praticamente il meglio di Santa Fé. In definitiva il modello del Pd esiste. Ed è persino funzionante nel suo essere un fumetto. A Elly manca solo tutto il resto. Compresa la seduta di analisi da Lucy: al prezzo di 10 cent all’ora. 

 

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  • Salvatore Merlo
  • Milano 1982, vicedirettore del Foglio. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi universitaria in Inghilterra. Ho vinto alcuni dei principali premi giornalistici italiani, tra cui il Premiolino (2023) e il premio Biagio Agnes (2024) per la carta stampata. Giornalista parlamentare, responsabile del servizio politico e del sito web, lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.