Fidanza (FdI): “Inspiegabile un'eventuale azione Usa contro la Groenlandia"
Il capogruppo di FdI all'Eurocamera e vicepresidente dei conservatori europei commenta gli ultimi sviluppi internazionali: "Ma Trump ascolterà i leader europei”, dice. E sul Mercosur: "Si va verso le condizioni che servono a firmarlo"
“Un’azione unilaterale americana in Groenlandia senza un accordo con la Danimarca, che fa parte dell’Ue e soprattutto della Nato, sarebbe inspiegabile”, dice al Foglio Carlo Fidanza, capo delegazione di FdI al Parlamento europeo e vicepresidente di Ecr, il partito dei conservatori diEuropa. Ieri sulla Groenlandia i leader europei, compresa Giorgia Meloni, da Parigi hanno risposto a Washington con unità. La sicurezza in quella zona spetta alla Nato, ma la Groenlandia è e deve restare territorio danese, quindi europeo. Il presidente americano vi sta mettendo in difficoltà in questa situazione? “Trump – risponde Fidanza – va preso sul serio, ma non alla lettera. Aveva ragione, come altri presidenti Usa prima di lui, nel richiamare gli alleati a contribuire maggiormente al bilancio Nato. Anche il tema del rafforzamento della presenza occidentale nell’Artico è enorme ed è stato colpevolmente sottovalutato: se non fosse stato per lui, quelli che oggi si indignano penserebbero ancora alla Groenlandia come a una carta del Risiko e non come a un’area cruciale per la nostra sicurezza, intorno a cui sguazzano indisturbati russi e cinesi con i loro sottomarini nucleari”.
Lei è stato tra i più entusiasti dell’arresto di Maduro in Venezuela, eppure qualcuno vede una comunanza tra quanto avvenuto a Caracas e le minacce verso la Groenlandia: il tentativo di riequilibrare il mondo attraverso la forza. FdI sostiene che è essenziale mantenere l’asse occidentale unito, ma oggi è davvero possibile? Cosa vuole secondo lei Trump in Groenlandia ? E’ sufficiente la risposta arrivata da Parigi? “La risposta sull’Artico è giusta e pragmatica e mi auguro sarà apprezzata da Washington. Dopodiché tra Groenlandia e Venezuela c’è un abisso: con buona pace delle vergognose parole di Landini, a Caracas non c’era un presidente legittimo ma un dittatore sanguinario, capo di un cartello narcoterrorista che destabilizza l’America con il traffico di droga e di esseri umani, usurpatore della democrazia e dei diritti fondamentali del suo popolo, nel silenzio assordante di chi oggi si erge a difensore della sacralità del diritto internazionale. Il mio entusiasmo per la caduta di Maduro – prosegue l’eurodeputato di FdI – è quello di Maria Corina Machado (premiata col premio Sacharov del Parlamento Ue su proposta dello stesso Fidanza, ndr) e della stragrande maggioranza dei venezuelani, tra cui tantissimi di origine italiana. Quelli che la sinistra ipocrita non vuole ascoltare, con la pretesa di insegnare loro cosa sia il Venezuela di Maduro”.
Intanto sempre oggi (ieri per chi legge, ndr) nella capitale francese i leader europei hanno parlato anche di Ucraina. “Si continua a lavorare sul rafforzamento delle garanzie di sicurezza ispirate all’articolo 5 della Nato, come Giorgia Meloni ha per prima proposto mesi fa”, commenta Fidanza. “È un approccio pragmatico che sosteniamo. La convergenza tra i partner occidentali su questo tema è fondamentale”. Sommando tutte le cose che abbiamo detto, comunque, la sensazione è che l’Europa sia sempre più stretta in un mondo in cui le grandi potenze agiscono senza troppi vincoli. Non è arrivato per noi europei il momento di fare quel “salto quantico” auspicato dall’ex premier Mario Draghi ? “Noi – risponde Fidanza – lo abbiamo sempre auspicato. Ma innanzitutto l’Europa deve scegliere da che parte stare. Per anni abbiamo comprato gas russo e consentito l’invasione di merci cinesi a basso costo. Poi si sono inventati il green deal, un suicidio per noi e un favore enorme a Pechino. Se l’Europa pensa di portare avanti ancora questa ambiguità verrà schiacciata; se sceglierà l’Occidente – non solo un mercato, ma anche radici, valori, identità – potrà avere ancora un ruolo. Ma il tempo sta per scadere”.
Intanto sul fronte agricoltura e accordi commerciali ci sono due novità: l’ormai vicina firma del Mercosur e l’aumento dei fondi stanziati dal bilancio pluriennale europeo per l’agricoltura. “Noi – dice Fidanza – non vogliamo che il mercato Ue venga invaso da prodotti che non rispettano gli stessi standard che imponiamo ai nostri produttori. Per loro, grazie al nostro governo, abbiamo già ottenuto alcune importanti salvaguardie. Le vogliamo rafforzare ulteriormente, per il Mercosur e per tutti i futuri accordi commerciali e domani (oggi per chi legge,ndr) a Bruxelles i ministri agricoli ne discuteranno ancora con l’Italia in prima linea. Inoltre, ieri, von der Leyen ha inviato una lettera con nuovi impegni finanziari per il bilancio agricolo 2028-2034, anche in questo caso significativamente aumentati su pressione dell’Italia. Una volta soddisfatte pienamente queste condizioni si potrà dare il via libera a un accordo che può essere una grande opportunità, a patto che sia equilibrato e non danneggi i nostri produttori”.
Dopo il voto regionale