Ansa
il colloquio
Fatta la giunta Fico in Campania si litiga ancora. "Il Pd non rinuncia a nulla", dice Mastella
Dopo aver passato dicembre a risolvere il rompicapo degli assessori, ora tocca alla presidenza delle commissioni. Il primo round di colloqui ha lasciato fuori renziani, Avs e la lista del sindaco di Benevento: "Tutti devono fare un piccolo sacrificio, no a forme autoritarie"
“Insieme a Casa Riformista abbiamo portato quasi 200.000 voti alla coalizione. Se poi alla fine decidono De Luca padre e De Luca figlio e su dieci commissioni ne prendono cinque, è un problema”, dice al Foglio Clemente Mastella, leader della lista “Noi di Centro” in Campania. Gli attriti sono occasionati dalla scelta di Roberto Fico di non concedere neanche una presidenza di commissione consiliare alla lista mastelliana, escludendo anche i renziani di Casa Riformista, Avs e la lista Fico. Il bottino è diviso tra Pd (3), M5s (2), la lista De Luca (2) e i socialisti di “Avanti Campania” (1). “Ci deve essere un criterio chiaro come quello adottato per la giunta”, commenta dunque Mastella. “Tra me e Renzi abbiamo cinque consiglieri ma nessuna presidenza di commissione, questo è inaccettabile. Auspico un criterio di equilibrio perché non è possibile che il Pd prenda tre, quattro commissioni e gli altri niente”. Per provare a riequilibrare le cose, alle forze escluse da queste trattative era stato proposto un questore dell’ufficio di presidenza, un’ipotesi che è stata rispedita al mittente e tradotta concretamente nell’astensione al voto per il completamento dell’organismo direttivo. Insomma, dopo il caos per la formazione della giunta, che ha impegnato il presidente Roberto Fico per tutto il mese di dicembre, le tensioni non intendono smorzarsi e tornano in Consiglio regionale.
Eppure era stata Elly Schlein a dire “vinciamo in Campania e poi contro Meloni”. La segretaria ha esposto in vetrina il modello campano come quello vincente anche a livello nazionale, ma in queste prime settimane di vita quel modello si sta rivelando alquanto fragile. Mastella ridimensiona le turbolenze: “Lei deve pensare che abbiamo realizzato una coalizione distante anni luce su alcuni temi, era importante arrivare a questo punto. Si inganna chi pensa che questi attriti possano portare a sconvolgimenti”. E butta la palla in campo avversario: “Piuttosto bisognerebbe guardare a destra..”, dice, riferendosi a Mimì Minella, eletto con la Lega e già passato ufficialmente in Forza Italia.
Ma ora che si fa? “Ora bisogna eliminare quella patina e quelle diffidenze che continuano a esserci. È l’unica possibilità di chiudere la partita. Certo ognuno deve fare un piccolo sacrificio, non si possono avere forme autoritarie”. Cioè? “Bisogna contemplare che ci sono tutti in una coalizione“. E il Pd lo nega? “Sì, il Pd è il partito ‘traino’ ma non ha rinunciato a nulla, non ha fatto sacrifici. Questo è sbagliato, vuol dire che non è una forza egemone, questa è la verità. Come pensano di vincere le elezioni del 2027? Ognuno faccia un passo indietro e poi muoviamoci assieme”.
La prova per fare il primo passo, almeno in Campania, è fissata per domani alle 14. Il presidente dem del consiglio regionale, Massimiliano Manfredi (fratello del sindaco di Napoli, Gaetano), incontrerà i presidenti dei gruppi per una seconda tranche di colloqui per decidere chi saranno i presidenti di commissione. La richiesta di Mastella è dritta: “Vogliamo un presidente dell’ufficio di presidenza e una presidenza di commissione”.