a roma
La Cgil protesta contro l'arresto di Maduro: contestata da due venezuelani
La prima manifestazione del sindacato del 2026 è per il "ripristino del diritto internazionale" dopo l'arresto del presidente venezuelano. Botta e risposta dei manifestanti con due cittadini di Caracas. E spunta Landini, che nega il regime: "Non si può ribaltare un presidente eletto dal popolo"
La Cgil scende in piazza per il Venezuela, ma due venezuelani la contestano. Il principale sindacato italiano ha indetto lunedì una manifestazione a Roma, in Piazza Barberini, per il "ripristino del diritto internazionale" dopo gli attacchi degli Stati Uniti a Caracas e l'arresto di Nicolas Maduro. Un sit in sotto la pioggia, al quale hanno partecipato anche altre sigle collaterali alla Cgil. La protesta voleva rappresentare un messaggio di vicinanza verso il popolo venezuelano, ma si è trasformata nel contrario quando due cittadini venezuelani si sono avvicinati al sit in, finendo per essere aggrediti e contestati dai manifestanti.
La manifestazione doveva ancora cominciare. Due ragazzi venezuelani sono arrivati con in testa un cappellino con i colori della loro bandiera. "Siamo pronti a ricostruire un Venezuela libero", si legge sui fogli che portano in mano. I due – hanno raccontato ai giornalisti – si sono avvicinati per capire cosa spingesse l'Italia a organizzare manifestazioni che lisciano il pelo a Nicolas Maduro e al suo regime. Ma la loro presenza non è stata gradita dai manifestanti, che hanno iniziato a contestarli.
In particolare, un uomo con la bandiera del Venezuela addosso ha inveito contro il ragazzo, minacciandolo di "sbatterlo a terra" se avesse toccato la bandiera, secondo lui "unico simbolo di umanità oggi". "Ho una moglie venezuelana, so cosa significa quella realtà", ha detto l'uomo. "Io sono nato là e lo so meglio di te", ha risposto il ragazzo. Che alla fine si è fatto da parte con l'altra ragazza.
Ai giornalisti hanno detto di venire da un piccolo sit in organizzato dalla comunità venezuelana per festeggiare l'arresto di Maduro e la fine del regime: "Abbiamo saputo che c'era questa manifestazione e volevamo capire cosa pensavano gli italiani di questa situazione", ha spiegato. Mentre sugli attacchi degli Stati Uniti: "In merito a quello che ha fatto Trump a noi interessano i risultati, ora stiamo aspettando di capire cosa succederà dopo".
Il sit in della Cgil è proseguito con diversi interventi e a sorpresa è arrivato anche il segretario nazionale Maurizio Landini. "A i due che hanno contestato dico che noi siamo qui a manifestare anche per loro. L'opposizione venezuelana? Io sarei preoccupato se sapessi che un paese straniero può venire a destituire un leader eletto dal popolo", ha detto rispondendo al Foglio. Alla dimostrazione ha partecipato un centinaio di persone, sventolando una grande banidera della Pace davanti all'hotel Bernini.