(foto Ansa)

il caso

Secondo Francesca Albanese l'occupazione della Stampa a Torino "è un monito". Meloni: "Parole gravissime"

Redazione

"Non bisogna commettere atti di violenza. Ma sia anche un monito alla stampa per tornare a fare il proprio lavoro", ha detto la relatrice Onu a margine della manifestazione dell'Usb. Le reazioni della premier e della politica

Condanno" l'irruzione alla Stampa, a Torino, "è necessario che ci sia giustizia per quello che è successo alla redazione. Sono anni che incoraggio tutti quanti, anche quelli più arrabbiati, la cui rabbia comprendo e credetemi anche la mia, che dico bisogna agire così" con le mani alzate "non bisogna commettere atti di violenza nei confronti di nessuno, ma al tempo stesso che questo sia anche un monito alla stampa per tornare a fare il proprio lavoro, per riportare i fatti al centro del nuovo lavoro e, se riuscissero a permetterselo, anche un minimo di analisi e contestualizzazione". Lo ha detto la relatrice Onu per i territori occupati palestinesi Francesca Albanese, partecipando alla manifestazione dell'Unione sindacati di base, accanto ad altre personalità quali Greta Thunberg e l'attivista Thiago Avilà, tra gli organizzatori della flotilla. Un'uscita molto controversa (come sono di solito le uscite di Albanese) che ha generato subito svariate reazioni. "La libertà di stampa è un pilastro della nostra democrazia e va difesa sempre, senza ambiguità", ha scritto in un post sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che non nomina Albanese ma sembra rivolgersi alla presa di posizione di oggi. Per la premier "è molto grave che, di fronte a un episodio di violenza contro una redazione giornalistica, qualcuno arrivi a suggerire che la responsabilità sia - anche solo in parte - della stampa stessa. La violenza non si giustifica. Non si minimizza. Non si capovolge. Chiunque cerchi di riscrivere la realtà per attenuare la gravità di quanto accaduto compie un errore pericoloso". 

Molte sono state le reazioni di condanna nella maggioranza. "Trovo decisamente sconcertanti le parole pronunciate da Francesca Albanese riguardo l'assalto che i ProPal hanno fatto alla redazione de La Stampa. È inconcepibile paventare che chi subisce un qualsiasi episodio violento se lo sia in qualche modo meritato. In questo specifico caso la signora Albanese arriva ad insinuare che i giornalisti non facciano il loro lavoro in modo intellettualmente onesto e che non riportino i fatti. Sono illazioni che minano uno dei pilastri della nostra democrazia: la libertà di stampa e con essa la libertà di pensiero", ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. "Fino a quando dovremo sopportare questa Albanese? Finge di condannare gli atti di violenza contro La Stampa, salvo poi affermare che l'episodio dovrebbe essere 'un monito per i giornalisti'. Albanese è davvero una persona incommentabile e stupefacente. Ci chiediamo ancora quando verrà rimossa dagli incarichi che immeritatamente ricopre. È con Hamas o con l'Onu? Sta bene o sta male?", ha detto invece il capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri. Ma anche dalle opposizioni non sono mancate le critiche. "La violenza non è mai un monito, e si condanna e basta, senza 'se e ma'. Sorpresa ma non troppo, dalle dichiarazioni di Francesca Albanese. Spero comprenda almeno la gravità delle cose che dice", ha scritto su X la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, esponente del Pd. Sempre dai dem si è levata la voce di Filippo Sensi: "Mi fanno orrore le parole di Francesca Albanese sulla aggressione fascista alla redazione della Stampa, la solidarietà pelosa, il ditino, il 'monito' a chi fa bene il suo mestiere, quello di informare. Le lezioni anche no", ha detto il senatore riformista.

"Albanese è un'altra di quelle figure - come Ilaria Salis - di cui la sinistra si dovrà a un certo punto vergognare. Speriamo", ha commentato il leader di Azione Carlo Calenda. 

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