Esclusiva

Dal Tg1 a Palazzo Chigi: Giorgia Meloni vuole Gian Marco Chiocci portavoce

Simone Canettieri

Il direttore del telegiornale Rai pronto a dimettersi per curare la comunicazione della presidente del Consiglio: così la leader si prepara alla fase del due del governo

Gian Marco Chiocci è pronto a lasciare la direzione del Tg1 per diventare portavoce di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Il piano viene confermato al Foglio da figure apicali del governo e della Rai, ma anche dai piani altissimi (per non dire l’attico) di Fratelli d’Italia. Il cambio è considerato imminente. La trattativa viene data per chiusa (al netto di colpi di scena dell’ultima ora). L’operazione prevede un blitz, se ne parla anche tra i vertici degli apparati di stato con i quali l’attuale direttore del Tg1 ha rapporti ramificati e solidi

La premier vuole dare più forza alla comunicazione inaugurando la seconda fase del suo governo: quella che guarda alle elezioni del 2027. E magari cercare di costruire anche un rapporto migliore con la stampa (alla Casa Bianca, come si sa, si è vantata di non parlare con i giornalisti italiani). 

Chiocci è considerato dalla presidente del Consiglio una persona di assoluta fiducia. Un amico e un consigliere, oltre che un cronista di razza in grado di gestire i casi più complicati (come la fatale intervista che fece all’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano proprio ai microfoni del Tg1 lo scorso anno).
 
Romano d’adozione, è nato a Gubbio, è figlio d’arte. E’ soprattutto il direttore di riferimento della generazione di Fratelli d’Italia che ha preso il potere nel paese, stimatissimo per gli scoop e il sangue freddo. 

Chiocci occupa  un posto d’onore nell’album di famiglia della destra (anche se è molto trasversale con rapporti nel Pd e nel M5s) anche per il colpo che fece per il Giornale di Vittorio Feltri sulla casa di Montecarlo: una notizia che travolse l’allora presidente della Camera Gianfranco Fini. Era il 2010. Tre anni dopo andrà a dirigere il Tempo, per guidare nel 2018 l’agenzia di stampa Adnkronos. Fino alla nomina nel maggio del 2023 sulla tolda di comando dell’ammiraglia dell’informazione pubblica: il Tg1. Due anni vissuti intensamente, da “marziano”. Direttore di nomina esterna mal digerito dal sindacato Usigrai e anche dalle opposizioni che lo hanno accusato spesso di guidare la punta di diamante di TeleMeloni, salvo chiedere spazi e visibilità nelle seguite edizioni del pranzo e della cena, com’è normale che sia.      

Se tutto andrà in porto l’ex direttore del Tg1 sarà affiancato da Fabrizio Alfano, giornalista proveniente dall’Agi e per ironia della sorte portavoce di Fini ai tempi dello scoop chiocciano della casa di Montecarlo, che rimarrà capo ufficio stampa. Così Meloni vuole imprimere una svolta alla macchina del governo. Non sono esclusi cambi anche all’interno dello staff con l’uscita di storiche figure legate a FdI.

La premier come d’abitudine sfrutta il mese d’agosto per mettere a punto i cambiamenti nel partito e nel governo. Accadde così anche due anni fa quando decise di “promuovere” la sorella Arianna responsabile del tesseramento e della segreteria politica di Fratelli d’Italia, nominando il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari coordinatore della comunicazione interna del governo. Due notizie svelate da questo quotidiano, così come l’annuncio di Arianna Meloni, sempre in agosto, di voler chiudere la sua storia con il ministro Francesco Lollobrigida. Adesso tocca alla decisione di prendere Chiocci, destinata a provocare un terremoto appena annuncerà le sue dimissioni  dal Tg1. Questione di giorni. Dopo la breve esperienza di Mario Sechi come capo ufficio stampa, adesso le porte girevoli di Palazzo Chigi dovrebbero aprirsi per un altro direttore con esperienza ultradecennale nei giornali e conoscenza dei Palazzi e dei meccanismi del potere romano. Vaticano compreso.  Intanto a Viale Mazzini già cominciano le danze per la nuova direzione del Tg1. 
 

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia. Ha vinto anche il premio Guidarello 2023 per il giornalismo d'autore.