Donatella Bianchi (Ansa) 

passeggiate romane

Conte e Pd d'accordo su un punto: lo scetticismo su Donatella Bianchi

I dem danno per scontato che la candidata grillina alle regionali non vincerà e sanno per certo che non vuole perdere la conduzione della trasmissione “Linea Blu”: si dimetterà una volta eletta consigliera d’opposizione alla Pisana

Giuseppe Conte non parla con i 5 stelle del Lazio. Questa non è una novità. Se ne è avuta la conferma con l’intervista al Fatto di Donatella Bianchi, scelta proprio dall’ex presidente del Consiglio per far “naufragare” (così pensano al Partito democratico) l’alleanza che i grillini laziali avevano già preparato con il Pd alle regionali. Una conferma? Alla domanda sui provvedimenti che prenderebbe nei primi cento giorni qualora fosse eletta presidente della regione, la candidata dei 5 stelle ha risposto serafica che avrebbe agito sulla transizione ecologica e sul turismo. Proprio le materie in capo alle due attuali assessore del Movimento, Roberta Lombardi e Valentina Corrado. Una bocciatura in piena regola che descrive bene i rapporti fra i grillini in quel del Lazio.
  

I piddini del Lazio sono anche convinti che Bianchi si dimetterà una volta eletta consigliera d’opposizione alla Pisana (nessuno dei dem dà infatti per possibile la vittoria della candidata 5 stelle in regione). Il motivo di tanta sicurezza da parte degli esponenti del Partito democratico del Lazio? Sanno per certo (viste le entrature che hanno ancora in Rai) che Bianchi non vuole perdere la conduzione della trasmissione “Linea Blu”. Tra l’altro Conte – sentendo i rumor grillini – dando anche lui per scontato che Bianchi non vincerà, ha già fatto sapere a qualche fedelissimo che intende  candidarla capolista del Movimento 5 stelle  nel Lazio alle prossime elezioni europee (e Alfonso Pecoraro Scanio nel sud).  I dem del Lazio comunque sono inviperiti con Conte e con la “sua” candidata e minacciano fuoco e fiamme: “La Bianchi – è lo sfogo ricorrente tra i Pd – pensava di poter mantenere le due poltrone, consigliere regionale e conduttrice Rai. Ma non è possibile. Daremo battaglia in commissione parlamentare di Vigilanza. Se la signora Bianchi ha scelto la via della politica deve mettersi subito in aspettativa e non utilizzare la condizione Rai, pagata coi soldi degli italiani, per la propaganda dei 5 stelle”.


Dal Pd contestano anche la ricostruzione che Conte fa sulla candidatura nel Lazio. “A un certo punto gli era stata offerta la possibilità di una scelta comune. Ma ha voluto rompere perché vuole farci perdere”, spiegano dal Pd. E la prova sarebbe pure nel fatto che in Lombardia ha accettato la candidatura di Pierfrancesco Majorino, che era già stato scelto dal Partito democratico senza nessuna trattativa precedente con i 5 stelle sul programma dell’europarlamentare dem.


Nel frattempo nel Pd succede di tutto e di più. Raccontano che sia stato Francesco Boccia a suggerire a Elly Schlein il voto online. Non perché pensasse di ottenere questo obiettivo, ma solo per far figurare Stefano Bonaccini come l’uomo dell’apparato che dice sempre  di no.
 

In questo Partito democratico disastrato i sospetti si rincorrono come non mai. L’ultimo rumor riguarda il povero Gianni Cuperlo. Un pezzo del Pd è convinto che il parlamentare Pd sia stato sostenuto nella sua candidatura alla segreteria del partito da Massimo D’Alema, convinto in questo modo di riuscire a spaccare il partito (tramite la divisione a sinistra fra Elly Shlein  e Cuperlo) e favorire quindi la fusione con i 5 stelle. 

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