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365 giorni di nulla

Un anno di Roberto Gualtieri, il sindaco fantasma

Salvatore Merlo

Ieri era l'anniversario dell'elezione del primo cittadino di Roma. Non se n’è accorto nessuno, nemmeno lui

Sulla questione fondamentale di cui si discute nella capitale d’Italia, se cioè il sindaco di Roma Roberto Gualtieri esista veramente o no, non sembra possano ormai sussistere dubbi.

Troppo ampio è il ventaglio delle segnalazioni, compresa quella di Russell Crowe che nei giorni scorsi lo ha fotografato su Twitter. Attenzione: non era un fotomontaggio. Esso vive. Troppo varia e dettagliata appare infatti la documentazione prodotta in questi mesi anche dal Pd romano – quello del motto, anzi dello stemma araldico “mettetevi in ginocchio, o vi sparo” –  perché la si possa liquidare come il frutto di una psicosi collettiva. Il sindaco di Roma c’è davvero. Gualtieri esiste! A riprova di ciò, checché ne dicano i soliti negazionisti, vale la pena ricordare che questo “Svni” (Sindaco volante non identificato) ieri ha compiuto un anno dal giorno in cui ha vinto le elezioni.  

La grande maggioranza del pubblico romano, che cammina a testa bassa tra l’incombenza di non precipitare in una buca e il problema di non farsi stritolare dalle scale mobili della metropolitana, non s’è accorta di niente. Ma una scontrosa minoranza ieri sollevava il dito indicando il calendario: era il 18 ottobre 2021 quando Gualtieri batteva Enrico Michetti al ballottaggio. Esattamente un anno fa. Forse non se n’è accorto nemmeno lui, il Sindaco volante non identificato. Ma è così. Settanta giorni per fare una carta d’identità (quattro mesi per i fortunelli del XIV municipio), vigili che taglieggiano e finiscono in galera, dipendenti che rubano il gasolio ai mezzi pubblici, stazioni della metro chiuse con i cittadini che ci rimangono intrappolati dentro, cinghiali che mordono, un tasso di mortalità stradale di cinque persone ogni 100 mila abitanti tipo Caracas (e se finisci al cimitero non ti seppelliscono perché non ci sono i loculi). L’unica cosa ordinata è la monnezza, perché sta ordinatamente sparsa lungo tutti i marciapiedi. E voi continuate a dire che il sindaco non esiste?

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  • Salvatore Merlo
  • Milano 1982, vicedirettore del Foglio. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.