Foto di Roberto Monaldo, via LaPresse 

campo larghissimo

Renzi e Calenda: l'incontro dopo le elezioni in vista delle regionali

Antonia Ferri

Il Terzo Polo si riunirà oggi e dovrà capire come costituirsi al suo interno e come correre, se e con quali alleanze, al prossimo voto in cui verrà deciso a chi spetterà la guida del Lazio. Una coalizione Pd, M5s, Azione-Iv potrebbe battere FdI

È previsto per oggi l'incontro tra i due leader del Terzo Polo, Matteo Renzi e Carlo Calenda. Nell'epoca, ormai, post elettorale, superato l'impatto di quel 7,8 per cento raggiunto alle nazionali, è ora di capire come muoversi all'interno della coalizione, anche in vista delle regionali del Lazio. La questione dirimente sarà se scegliere di coalizzarsi con altre forze o correre da soli, affrontando un sistema che prevede un voto a turno unico, senza ballottaggio. In quest'ottica, si guarda anche a una maggioranza a campo largo, ma con chi? 

 

Il leader di Azione non lascerebbe indietro il Partito democratico, che intanto sta elaborando la competizione interna che condurrà al prossimo congresso. Il quadro è quello di un Enrico Letta dimissionario e non ricandidato e di un gruppo nutrito di candidati alla guida dei dem. Dal presidente della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che comincia a dettare più nettamente la linea di quello che sarebbe il "suo" Pd - "Il problema del Pd sta nella capacità di rappresentare le persone e costruire un progetto coerente" -, alla vicepresidente della stessa regione, Elly Schlein. Il Terzo polo dovrà perciò chiedersi, nel caso, a quale Partito democratico allearsi. Sull'ipotesi Schlein, Renzi si è già espresso ieri a Zona bianca: "Se il Pd sceglierà Schlein auguri di buon lavoro a lei, Bettini e Conte: li vedo bene insieme, ma penso che siano destinati a perdere le elezioni" e ancora, "Se la Schlein va alla segreteria mezzo Pd viene da noi". 

  

Quindi un'apertura verso i dem non si può dire inconciliabile, seppur con riserve, né per Matteo Renzi, né per Carlo Calenda. Questione diversa è quella nei confronti del Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte, che si è aggiudicato, alle ultime elezioni, più del 15 per cento, e con cui, come si era già scritto in queste pagine, un'alleanza trasversale con il Partito democratico non è da escludersi. Soprattutto se si prendono in considerazione le previsioni sulle regionali: è un Lazio a guida Fratelli d'Italia quello che si prospetta. Ma con un campo larghissimo, da Azione-Iv ai 5 stelle, con Pd, Verdi e +Europa, e sommando i voti degli italiani per il Senato, i risultati, questa volta su scala regionale, sarebbero diversi e supererebbero la destra, sfondando il 50 per cento.

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