(foto Ansa)

Polizze assicurative e lite per il derby: cosa non torna dopo lo scoop del Foglio su Ruberti

Simone Canettieri

Dopo la pubblicazione del video con urla e minacce di morte, il capo di Gabinetto del Comune di Roma si è dimesso. Ma sui motivi del litigio di Frosinone restano ancora molti dubbi

Polizze assicurative, liti per il derby della Capitale, guerre di preferenze in vista delle regionali del Lazio. Sono tante le cose che non tornano ma si intrecciano fra di loro, dopo l’esclusiva del Foglio che ha provocato le dimissioni del potentissimo capo di Gabinetto del Comune di Roma Albino Ruberti (su diretta imposizione di Enrico Letta nei confronti del sindaco Roberto Gualtieri: “questo me lo cacci”) e il ritiro della candidatura alle elezioni politiche (era terzo nel listino proporzionale) di Francesco De Angelis, ras della Ciociaria, già europarlamentare del Pd da 90 mila preferenze e ora presidente del Consorzio industriale del Lazio, macchina di consenso e di gestione di fondi, compresi quelli del Pnrr. La rissa verbale, raccontata da questo giornale, capita in un giorno non banale. E’ il primo giugno: il segretario del Pd Enrico Letta ha da poco lasciato Frosinone, dopo aver sostenuto in un comizio in piazza Garibaldi Domenico Marzi, candidato sindaco della casa nel capoluogo. 

De Angelis, e suo fratello Vladimiro (“mio padre lo chiamò così in onore di Lenin, dopo un’estrazione su tre nomi”, racconta al Foglio l’ex parlamentare europeo) decidono di fare una bella cena al ristorante La Taverna con tutti i dem locali. Non può mancare Sara Battisti, consigliera regionale del Pd e già nello staff di De Angelis a Strasburgo, nonché compagna di Ruberti, sindaco ombra della capitale (200 mila euro di stipendio, più 60 mila di bonus, fulcro del Pd romano: non si muove una nomina che Rocky, per via dei modi spicci, non voglia). A cena ci sono anche i sindaci del territorio, come Adriano Lampazzi, sindaco di Giuliano di Roma. “E’ con lui che, complice qualche bicchiere di troppo, inizio a discutere. Io sono della Lazio, lui della Roma. Sono fatto così, prendo subito fuoco”, dice Ruberti al Foglio, nelle ore che lo vedono allontanarsi dal Campidoglio. Ma, come dimostra il video, succede altro. E nessuno è in grado di dare una spiegazione convincente. Il Rocky democratico dice di essersi infuriato per motivi pallonari e per un “mi ti compro” che gli rivolge Vladimiro De Angelis, agente storico Unipol a Frosinone da trent’anni. “Inginocchiati! Ti sparo!”, intima Ruberti che nella tensione strattona anche la compagna Sara Battisti, che urla spaventata.

 

Le province dell’impero arrivano a Roma. Non è una notizia, ma un dato di cronaca, che il capo di Gabinetto dimissionario abbia scelto come vicedirettore generale Servizi alla Persona e alla salute del Campidoglio Pierpaola D’Alessandro, ex dg dell’Asl di Frosinone dove è entrata tramite concorso contestato dalla destra anche la moglie di Vladimiro De Angelis. “Fatti dire da tuo fratello cosa mi ha proposto. Io scrivo tutto!”, urla Ruberti a Francesco De Angelis. Ma non è che c’erano in mezzo polizze Unipol da far stipulare al Comune di Roma come moneta di scambio al posto del sostegno di Sara Battisti alle prossime regionali? “Macché, io non mi occupo di queste cose. C’è Assicurazioni per Roma che provvede a queste faccende. Ho sbagliato a reagire così e voi del Foglio avete fatto il vostro lavoro: mi spacco la schiena 15 ore al giorno, ma lavorare per il pubblico è troppo pericoloso”, dice Ruberti, che chiama il cronista per dare la sua versione. La faccenda è ingarbugliata. Letta si tiene alla larga dal Pd romano, del resto se ne occuperà la procura di Frosinone che ha acquisito il video diventato già un meme. 

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.