L'intervista

"Su Putin il Cav è stato frainteso". Parla Giorgio Mulè (Fi)

Gianluca De Rosa

Il portavoce di Forza Italia e sottosegretario alla Difesa fa l'esegesi delle parole di Berlusconi a Treviglio: "E' un uomo di pace e chiede quindi di abbassare i toni, ma non ci sono dubbi sulla situazione: Putin e la Russia hanno invaso l'Ucraina che deve essere aiutata"

“Berlusconi ha detto parole chiare già alcune settimana fa a Roma condannnando senza se e senza ma Putin e manifestando la sua delusione, ma ancor più di questo ha votato in Europa sanzioni durissime alla Russia. Non deve fare un esame ogni giorni rispetto alle ragioni del conflitto, le ha spiegate nella maniera più limpida e lo ripetarà a Napoli nel fine settimana, queste polemiche sono assolutamente pretestuose”. Per Giorgiò Mulè, sottosegretario alla Difesa del governo Draghi in quota Forza Italia, è una giornata complicata. Spetta a lui, in quanto portavoce del partito, offrire un esegesi alle parole del Cav che hanno suscitato lo stupore di molti. Durante un incontro nel parco di Treviglio Berlusconi aveva detto: “Non ci sono leader. Il capo di una potenza mondiale che doveva avvicinare Putin al tavolo della mediazione gli ha dato del criminale di guerra, gli ha detto che doveva andar via dal governo. Il segretario della Nato ha detto che l’Ucraina mai più sarà unita alla Russia e così sarebbe per le due repubbliche del Donbass, la cui indipendenza non sarà riconosciuta. Con tali premesse il signor Putin non si siederà mai a un tavolo". Ci sono i margini per un fraintendimento insomma. “Ripeto – insiste Mulè – il presidente è stato frainteso”. Il Cav dunque “non giustifica Putin” come ha scritto il Corriere della Sera?  “Assolutamente no, quelle affermazioni sono state decontestualizzate”, dice il sottosegretario. “Il presidente è un uomo di pace e dunque ogni atto, o anche cambiamento di tono, che può disturbare questo percorso provoca nell’uomo Berlusconi un moto se non di stizza, almeno di frustrazione. Secondo lui i toni usati da Biden, dal Stoltenberg e da Johnson in questo caso non aiutano questo processo, ma questo non significa assolutamente mettere in discussione l’ortografia di questa situazione: la Russia ha invaso l’Ucraina in maniera deliberata contro il diritto internazionale. Così come nessuno mette in discussione la linea politica dell’Italia di convinta adesione alla Nato che dal ‘49 garantisce la nostra democrazia e sicurezza”. Ma allora perché usare espressioni cosi ambigue? “La pace purtroppo non arriva da sola”, dice il portavoce di Fi. “Il discorso di Berlusconi stava su questo crinale: bisogna abbassare i toni e convocare al più presto una conferenza internazionale o un tavolo di pace che consenta di mettere seduti allo stesso tavolo i contendenti di questo conflitto. Non c’era nelle sue parole alcun disfattismo, rinuncia o resa, né alcun tipo di asservimento alla Russia o impliciti occhiolini a Putin, ma soltanto la consapevolezza che è necessario stemperare i toni per avviare una descalation”. E però anche sulle armi il presidente ha detto cose che sembrano in parte smentire la linea del governo: lo preoccupa l’invio di carri armati a Kiev. “Anche quella dichiarazione va letta per quello che è: a nessuno fa piacere inviare le armi, è stato necessario per fronteggiare la differenza tra gli equipaggiamenti militare ucraini e  quelli della Russia. Ma l’obiettivo non sono le armi, ma arrivare al cessate il fuoco, se si continua con l’invio significa purtroppo che la pace è lontana. Ciò detto Forza Italia il 31 dicembre ha votato convintamente per l’invio e non ritratterà, né disconoscerà quella scelta. Siamo seri e capiamo la delicatezza del momento, ma pur dicendo questo vogliamo mettere tutta l’attenzione nella ricerca della pace”.

Eppure anche dentro il partito quelle parole hanno suscitato preoccupazione. La ministra degli Affari regionali Maria Stella Gelmini ha fatto una nota che dicendo: “Non posso credere che il presidente abbia detto quelle parole. Se è cambiata la linea qualcuno dovrebbe dircelo”. “Lo capisco, un titolo può trarre in inganno”, spiega Mulè. “Ma già stamattina il presidente ha pubblicato una nota sottolineando come il Corriere abbia travisato le sue parole, ripetendo che quello della Russia è un atto di forza inaccettabile, cosa si deve dire di più? Solo chi vuole cercare strumentalmente la polemica la trova. La nostra posizione in Parlamento e al Governo non cambia di una virgola”.