Il caso
Caos Viterbo: Lega e FdI si spaccano, il Pd si fa in due e un pezzo di FI guarda ai dem
Le amministrative nella cittadina dell'Alto Lazio segnano la fine di partiti e coalizioni. Quattro donne in corsa, tutto è in movimento
È la città dei papi, ma anche quella degli scismi. A Viterbo (68 mila abitanti) i partiti (e le coalizioni) sono tutti spaccati in due. E ne conseguono inediti laboratori politici. Il partito di Giorgia Meloni, che qui è egemone fin dai tempi di An, non rinuncia alla candidatura di Laura Allegrini, ex senatrice e consigliera regionale. La Lega e un pezzo di Forza Italia non ne vogliono sapere. E, dopo aver cercato proposte alternative unitarie, sarebbero pronti ad appoggiare addirittura un’altra donna che corre con una lista civica: Luisa Ciambella. Si tratta di un’ex esponente storica del Pd, già molto vicina all’ex ministro dem Giuseppe Fioroni. Un pezzo di Forza Italia – capitanato da Giovanni Arena, sindaco azzurro sfiduciato dal notaio mesi fa dall’intero centrodestra – pensa al salto modello Ursula: sostenere Alessandra Troncarelli, assessore regionale di Zingaretti, espressione del Pd. Con lei corrono il M5s, ma anche Azione di Calenda (seppur senza simbolo). E siamo già a tre donne in lizza.
La quarta è Chiara Frontini, altra espressione civica e trasversale che ha già arruolato Vittorio Sgarbi, come assessore alla Bellezza, in caso di vittoria. Tutto può accadere a Viterbo. Di sicuro al momento c’è l’incomunicabilità anche qui fra Meloni e Salvini, i travagli del Pd e due sfumature di Forza Italia. Le carte si mischiano di giorno in giorno.
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