Cdm

Draghi abbassa accise carburante (-25 cent) e blinda le materie prime

Carmelo Caruso

Passa il decreto energia. Accise giù e si tassano extraprofitti delle società energetiche. Giorgetti ottiene la misura per proteggere le materie prime e introduce una valutazione su Ilva. Il presidente del Consiglio si prepara con Spagna-Portogallo-Grecia a dare battaglia al Consiglio Europeo

È decreto “taglia-taglia”. Si abbassa e si sforbicia. Ministro Franco? Una spuntatina “ai carburanti”. Ministro Cingolani? “Rateizziamo le bollette per 24 mesi”. Ministro Giorgetti? Andiamo di golden (power) “anche sul 5G”. Si tassano extraprofitti delle società energetiche. L’accisa viene ridotta. Meno 25 centesimi al litro alla pompa. Le materie prime si blindano. Vengono previsti buoni benzina per lavoratori pendolari fino a 200 euro. L’ordine di Mario Draghi ai ministri era: “Nessun parli”. Il Cdm è iniziato alle 19,40. Per evitare speculazioni dei mercati finanziari si è deciso di convocarlo a Borse chiuse. La cabina di regia sembrava la storia dell’eternità di Borges. Di mattina era per fortuna “colazione latina”. A Villa Madama, tra affreschi e limonaie, i “Med Men”, i premier di “Forza Mediterraneo” (Draghi, Sánchez per la Spagna, Costa per il Portogallo, Mitsotakis per la Grecia) si giuravano lealtà e avvisavano i paesi partner, frugali e neutrali del gas, che “il 24 marzo, al Consiglio Europeo, non vogliamo indirizzi, ma decisioni”. Hanno sottoscritto una sorta di “papel”. Confidano nella sponda della Francia, sono d’accordo sulla “bussola strategica di difesa” e si davano del “tu”, premier “hermanos” convinti, lo diceva Sánchez, che in Ucraina la “pace si difende” e che tra questi quattro paesi “i problemi sono comuni e le soluzioni simili”. In attesa che il gas rifaccia l’Europa, il governo ha rimodulato il listino prezzi dell’energia. E’ nuovo menù.


Era come se la giornata non dovesse finire, ma poi anche questa è finita quando, nelle redazioni, qualcuno notava che “la bozza del decreto è bollinata”. Visto, si stampi. Il tema del giorno era il Cdm ma la testa era già a lunedì quando Draghi farà visita, a Udine, a un centro di rifugiati ucraini. E ci si interrogava pure sui suoi “sette minuti”, quelli che precederanno, il 22, il collegamento con Zelensky con i nostri parlamentari. Ormai si vive al futuro. Per fortuna dalle parti della Farnesina c’è stata una tregua. Era la seconda volta che Villa Madama veniva aperta da Draghi agli ospiti. Raccontava l’usciere Alfredo, in livrea, che l’altro meritevole di questo privilegio era stato Macron. E’ come il salone di casa che nel meridione d’Europa è la stanza chiusa a chiave, quella che si spalanca per i grandi avvenimenti. Qui Giuseppe Conte si faceva pavone ogni fine anno. Il “muy competente” corrispondente del Pais, Daniel Verdù, spiegava ai colleghi italiani che “tra Italia e Spagna è tornato l’amore come ai tempi del Recovery”. La Spagna offre la sua fraternità diplomatica con “gli amici algerini”, l’Italia, raccontavano delle fonti, può mettere a disposizione i suoi centri di stoccaggio. Ormai siamo diventati tutti elettrotecnici.

 

Cingolani, che tecnico lo è, al Cdm, presentava una tabella precisa. Le cose migliori sono sempre le più corte. Giorgetti che ha ottenuto più poter per il suo “Mister Prezzi” dicono invece che abbia offerto una lezione di siderurgia. Era uno dei motivi per cui il Cdm ritardava. Ragionava che “siamo tra incudine e martello, tra aumenti dei costi dell’energia e la carenza di materie prime. Ci servono rottami, acciaio”. Sganciava dunque la provocazione ragionata. Ha chiesto ai suoi colleghi, “cari ministri”, se non sia il momento di “riflettere sull’Ilva e sulla possibilità di modificare la quantità di acciaio prodotte a tutela del prodotto nazionale”. Lo ha chiamato il “wheatever it takes sui rottami” e dato che di Draghi è amico aggiungeva “e sarà abbastanza”. Stanno cadendo tutti i tabù: Ilva, Tap, carbone. Ci salveranno sul serio “le vecchie zie”.

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  • Carmelo Caruso
  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica, ha scritto otto anni per Panorama occupandosi di politica, cronaca, cultura. Nel 2018 a Il Giornale. Oggi in redazione a Il Foglio.