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editoriali

Meloni nell'angolo

Redazione

Il caso Rai mostra alla leader di Fratelli d'Italia i guai dello stare con un piede in due scarpe 

Giorgia Meloni fa le bizze. Non si è presentata alla manifestazione di avvio della campagna elettorale di Luca Bernardo, candidato del centrodestra per Palazzo Marino. Aveva protestato per l’esclusione del suo candidato dal consiglio di amministrazione della Rai, arrivando a chiedere in modo inconsulto un improbabile intervento del presidente della Repubblica.

Il suo disegno era abbastanza semplice: stare all’opposizione da sola cercando di lucrare l’appoggio degli scontenti, ma contemporaneamente ottenere i vantaggi di un alleato indispensabile agli altri partiti del centrodestra. Un gioco semplice, che ha dato fiato ai sondaggi, ma che politicamente finora è piuttosto misero. Matteo Salvini ha cercato anche lui di tenere il piede in due scarpe, stando con la Meloni nella congrega delle destre europee e con Forza Italia in patria, proponendo una federazione. Forse anche queste ambiguità del leader leghista l’hanno convinta che il giochino potesse riuscire. Ma alla lunga la logica della politica finisce col prevalere. Stare all’opposizione (in realtà senza farla) e pretendere di non pagare il prezzo delle inevitabili intese tra i partiti di maggioranza che la escludono era un sogno più che un progetto. Adesso pare cominci a rendersi conto della situazione in cui si è cacciata, protesta e strepita, può magari creare difficoltà agli alleati nelle amministrative, ma alla fine capirà che non le conviene segare l’ultimo ramo su cui sta seduta. D’altra parte anche l’immagine pubblica che esibisce, con toni ridicolmente libertari su temi cruciali come la vaccinazione, contrasta con lo spirito gerarchico tradizionale della destra italiana. Anche questo è un gioco destinato a non durare granché: per dare alla destra una immagine moderna e compatibile con la competizione democratica non basta avere una leader giovane e a suo modo spregiudicata, e forse Giorgia Meloni comincia a rendersene conto.

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