Matteo Renzi, leader di Italia viva (Ansa)

Editoriali

Non c'è posto per la violenza in democrazia

Redazione

Le minacce a Renzi vanno condannate. Si rischia una deriva pericolosa

Una busta contenente due bossoli è stata recapitata in Senato a Matteo Renzi. Non è che l’ultimo e il più grave episodio di odio rivolto contro il leader di Italia viva. Non bisogna sottovalutare queste manifestazioni di un clima insano che avvelena la dialettica politica. Naturalmente è del tutto legittimo che ci sia chi critichi, anche aspramente, le scelte politiche di Renzi, che consideri catastrofico l’effetto che hanno avuto sulla maggioranza che sosteneva il secondo governo di Giuseppe Conte, che per altro era stato costruito a suo tempo proprio grazie alla spinta di Renzi stesso.

 

Non è nemmeno lecito imputare a chi ha nostalgia per quell’esperienza politica la responsabilità delle minacce rivolte a Renzi. Tuttavia non si può trascurare il fatto che, in molti casi, la critica a una scelta politica si sia mescolata a una campagna sulla persona, con forme di ostilità che confinano con la diffamazione. Chi fa politica si assume la responsabilità delle scelte che compie e delle loro conseguenze, ma ha il diritto che si discutano le scelte non l’onorabilità della persona. Si dirà che in un periodo di forte personalizzazione della politica questa distinzione perda valore, ma questo è il primo passo su una strada che porta in una direzione deprecabile, quella che punta a demolire le persone invece che a contestare le idee.

 

 

C’è da sperare che l’atto specifico dell’invio dei bossoli sia l’espressione di una mente disturbata, che nei confronti di chi è vittima di questa aggressione simbolica si levi la protesta e la riprovazione di tutte le forze politiche. Anche, se non soprattutto, di quelle che dissentono radicalmente dalle idee di Renzi. Bisogna dare chiaramente il messaggio che la violenza e la minaccia non hanno cittadinanza nel dibattito politico democratico e forse è il caso che si faccia un esame di coscienza su forme esasperate di critica che possono essere fraintese da menti deboli o bacate.

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