L'intervista

Raggi al Foglio: "Rompiamo gli schemi, il M5s apra a Draghi"

Simone Canettieri

"Bisogna partire dai temi, e puntare su un governo politico. Il paragone col precedente di Monti è sbagliato. Dal Recovery alla burocrazia, si può fare molto". Così la sindaca di Roma invita il suo partito a sedersi al tavolo delle trattative con l'ex presidente della Bce

"E’ il momento di rompere gli schemi: con Mario Draghi si dialoghi. E sui temi!". Virginia Raggi, sindaco di Roma, apre a Draghi. La grillina dice al Foglio che il M5s, il suo partito, deve mettersi seduto con l'ex numero uno della Bce. "Il teatrino delle poltrone al quale abbiamo assistito è imbarazzante e, soprattutto, non è stato in grado di raggiungere alcun risultato. I cittadini sono stanchi".

 

E sul Recovery plan, sindaca?

"Sul Recovery plan va fatto un lavoro importante che può permettere di ammodernare il paese in senso più equo e con attenzione alla sostenibilità ambientale; di migliorare la distribuzione della ricchezza; di superare una volta per tutte la questione meridionale” e dotare finalmente l’Italia di infrastrutture adeguate a sorreggere lo sviluppo".

 

Scusi, Raggi, da esponente del M5s cosa consiglia a chi siede al tavolo delle trattative per il suo partito?

"Io mi concentrerei sui temi. Non vedo un parallelo con l’esperienza Monti. Il prossimo governo, infatti, avrà il compito di gestire risorse e rilanciare lavoro ed economia nella fase post-Covid".

 

Quindi niente Draghi uguale Monti.

"Certo, Inoltre, rispetto al 'governo dei tecnici', credo che la partecipazione politica sarà sicuramente maggiore. Diffido di un governo formato esclusivamente da tecnici. Ma, lo ripeto, il tema deve essere il programma".

 

Dunque sì a Draghi ma con quale formula?"

"E’ evidente che un ampio spazio va lasciato alla politica: meritocrazia, equità nella distribuzione delle ricchezze sono i punti da cui partire. Il M5S saprà certamente contribuire. Da sindaca della città più grande e significativa del paese, mi auguro che ci sia un deciso intervento per dare strumenti ai sindaci italiani per snellire la burocrazia, rivedere la distribuzione delle risorse sul territorio evitando che ci sia il “bizantino” passaggio di fondi dallo Stato alle Regioni prima che arrivino ai Comuni e quindi ai cittadini".

 

"Raggi per Draghi", le piace come titolo? 
"Ho accolto con commozione il monito che ieri - in occasione dei 150 anni di Roma Capitale - il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha rivolto alla 'comunità nazionale per assicurare il sostegno necessario affinché le funzioni della Capitale siano svolte al meglio', perché 'Roma può dare tanto allo sviluppo del Paese'”.

 

Insomma cura Draghi per Roma?

"Roma è la città più italiana perché è patrimonio di tutti gli italiani. Lo si capisce dai cognomi che abbiamo noi romani: la maggior parte tradisce origini nelle altre meravigliose regioni d’Italia; tutti abbiamo un nonno, un genitore o qualche parente che viene da ogni angolo della nostra bellissima nazione. Roma è patrimonio dell’Italia e dell’Europa."

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.