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La Raggi manda in pezzi il M5s romano. Ora anche De Vito si fa un suo movimento

Luca Roberto

Il presidente dell'Assemblea capitolina lascia definitivamente i grillini: ecco la prima mossa di Marcellone in vista del suo accordo con la destra della Meloni

Meditava lo strappo da mesi, e oggi l'ha reso ufficiale. Marcello De Vito, presidente grillino dell'Assemblea capitolina, ha annunciato sul suo profilo Facebook la nascita di un nuovo movimento politico, niente meno che la fine della sua storia con il M5s. Proprio all'indomani del grande annuncio di Virginia Raggi, pronta a ricandidarsi per il 2021, e nelle stesse ore in cui il popolo di Rousseau, o quel che ne rimane, vota al riguardo sulla piattaforma di Casaleggio

 

Il Foglio aveva raccontato qualche giorno fa di un incontro riservato tra lo stesso de Vito e Francesco Lollobrigida, capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia. Si era discusso di un possibile sbarco nel gruppo della destra, anche se l'operazione sin dall'inizio era sembrata complicatissima per tutta una serie di fattori, non ultimo il coinvolgimento di De Vito nell'inchiesta sullo stadio della Roma, in cui tutt'ora è imputato. Ecco che allora un'ipotesi più verosimile contemplava la possibilità di una fuoriuscita dai cinque stelle, al fine di allestire una lista che possa, nelle elezioni della prossima primavera, confluire nelle file del centrodestra. 

 

 

Il nuovo soggetto politico si chiamerà, assecondando vaghe ispirazioni demiurgiche, "Crea Movimento", e nel post in cui lo tiene a battesimo De Vito usa espressioni come "La consapevolezza del potere di Creare è collegata alla percezione di Libertà", oppure "è il momento di non ripetere, ma Creare". Lo definisce "movimento di energia positiva nel laboratorio del divenire", e messa giù così sembra quasi più il programma di un corso di yoga che non il manifesto di un nuovo partito. 

 

 

E' sempre più chiaro che nei cinque stelle della Capitale, dopo l'annuncio in avanscoperta della ricandidatura di Virginia Raggi, gli smottamenti e le spaccature facciano capolino a ogni nuova occasione. Non esattamente il massimo per un sindaco che punta alla riconferma e nel frattempo vorrebbe poter contare su un gruppo in fase di sfaldamento. Al di là del karma.