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Difendere soltanto “le nostre donne” e non tutte le donne: un brutto tic

Il guinzaglio di Ceccardi, i film di Ferreri e l’uso delle metafore

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

30 Giugno 2020 alle 06:17

Il brutto pensiero per cui difendiamo soltanto “le nostre donne”, e non loro

Susanna Ceccardi (foto LaPresse)

Nessuno s’indignerebbe se si scrivesse che Salvini, indeciso com’è tra tornare in piazza o parlamentarizzare se stesso, si ritrova come l’asino di Buridano (però è meglio spiegarlo ai suoi: non è un modo per dargli del somaro). Se si scrivesse che Giuseppi è il tipo di politico che fiuta l’aria, non sarebbe per dargli del cane da caccia. Le metafore zoomorfe sono così frequenti e anestetizzate da essere diventate insapori e inodori. Ma se invece di un politico uomo c’è...

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Maurizio Crippa

Maurizio Crippa

Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini

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Commenti all'articolo

  • mottek

    30 Giugno 2020 - 09:43

    È sempre un piacere leggere Crippa, un solo appunto: in tedesco il diminutivo di Mutter (mamma) è scritto Mutti.

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