Nardella chiede una riforma radicale del Pd

Il sindaco di Firenze dà ragione a Gori ma allarga il tiro: "Questo partito deve cambiare dalla testa ai piedi"

Qualche giorno fa Giorgio Gori aveva lanciato il sasso nello stagno del Pd chiedendo un cambio di marcia al partito e quindi di guida. Una proposta, quella del sindaco di Bergamo, che per Giuliano Ferrara "sa di fesso, di fiacco, di bolso", ha aperto una discussione all'interno dei democratici, come riportato ieri da Carmelo Caruso che ha raccolto le opinioni di  Arturo Parisi, Biagio De Giovanni, Emanuele Macaluso e Salvatore Vassallo.

  

Oggi Dario Nardella è ritornato sull'argomento, che a "Il Mattino di Radio 1", ha allargato il raggio della proposta di Gori. "Il mio amico Giorgio Gori pone delle questioni molto serie: certo non ha senso cambiare l'autista, se la macchina non funziona. Il problema è strutturale. Questo partito deve cambiare dalla testa ai piedi". In questo momento la macchina del Partito democratico "e` troppo impostata su una visione oligarchica della dirigenza e autoreferenziale e deve ripartire dai territori: serve una riforma radicale".

 

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