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Stampa sovranista

Tra urla, antieuropeismo, fake news e contrordini nel lockdown i giornali di destra non hanno inciso. Come la destra

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

22 Maggio 2020 alle 06:22

Stampa sovranista

Maurizio Belpietro (foto LaPresse)

Milano. L’immagine che meglio di altre sintetizza il ruolo, e l’impasse, della stampa della destra populista nella stagione della pandemia – con i suoi toni sovreccitati in favore di “popolo” e la sua scarsa incisività nelle questioni che contano – non è un titolo di giornale: è un video di Matteo Salvini rubato a metà aprile. Quello in cui si affaccia alla finestra per un improvvisato comizio nell’èra dei balconi, fa per iniziare “le imprese italiane…” e si sente da...

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Maurizio Crippa

Maurizio Crippa

Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini

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  • luiga

    22 Maggio 2020 - 14:25

    leggendo i commenti si vede una critica alla linea pro-sinistra del Foglio. Non credo che sia così semPlice, il Foglio continua a pubbllicare voci libere e cintrarie che Non trovi da nessuna altra parte, però, però, la linea immigrazionistan va vista da un'ottica opposta , se il Foglio ritiene utile o doveroso sostenere questo >Governo deve altresì doverosamente ricordare che la tutela dei confini è un obbligfo per ogni Stato degno di questo nome.QUINDI potrebbe dall'alto della sua libera voce dire finalmente la verità , che è doveroso per la sinistra tutelare gli interessi dei propri dante causa e opporsi a quella linea da salotto.

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  • lorenzolodigiani

    22 Maggio 2020 - 12:07

    Caro Crippa, leggendo i post al suo aticolo, mi rammarico che lettori del Foglio difendano i giornali da lei citati e le posizioni inqualificabili da loro spesso assunte e da lei giustamente denunciate. Continua l’equivoco di considerare quel tipo di stampa di centro destra. Il centro destra non ha nulla da condividere con becere affermazioni, diciamo xenofobe,antieuropee e illiberali.

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    • branzanti

      22 Maggio 2020 - 17:06

      Giustissimo e certamente quei giornali non hanno nulla di "centro". Mi chiedo cosa direbbe Montanelli leggendo la sua creatura.

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    • Carlo A. Rossi

      22 Maggio 2020 - 14:37

      Io personalmente non ravvedo difese di certa stampa, quanto piuttosto una veemente critica alla linea editoriale del Foglio attuale. Lei usa una specie di sillogismo del genere "il nemico del mio nemico è mio amico", cosa che è ovviamente contraddetta spesso dai fatti. La domanda che pongo io è: possibile che non si possa criticare questo deplorevole governo (e la stampa supina, di cui il foglio fa purtroppo parte), senza essere per questo xenofobi, omofobi e quant'altro? Ah, dimenticavo: essere scettici verso la politica monetaria dell'UE, che diventa semplicemente "No-Euro", è per il Foglio equivalente ad essere negazionista o quasi.

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  • Giovanni Attinà

    22 Maggio 2020 - 12:01

    Diciamo la verità: da ragazzo, quando mi sono avvicinato alla carta stampata, inizi anni 60 i cosiddetti giornali moderati e di area di centrodestra, tipo il grande"Tempo" di Roma, "Il giornale d'Italia", <La Nazione" di Firenze, Il "Roma di Napoli" erano sicuramente migliori degli attuali giornali di centrodestra, che sono troppo appiattiti sui politici di area. Allora non erano i titoli a campeggiare e, ma gli editoriali, i corsivi che non lesinavano le critiche ai politici di area. Adesso invece c'è solo incensazione per questi politici, anche quando non sono per niente nella posizione giusta . Da moderato sinceramente , spesso, sono in disaccordo per tante incoerenze e per la mancanza di memoria storica.

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  • Caronte

    22 Maggio 2020 - 10:20

    La stampa di sinistra ha inciso eccome, invece...tra contrordini, paure indotte, Salvinifobia, appiattimento sulle posizioni di un governo inetto e soprattutto senza un'adeguata critica nei confronti di un movimento politico inguardabile, ha reso davvero un grande servizio al paese. Adesso figure mediocri si credono statisti, figurine meschine pensano di avere dignità nelle istituzioni e la parte produttiva del paese è senza adeguata rappresentazione dove le decisioni vengono malamente prese. Grazie, grazie e ancora grazie

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