Roma, Milano, Torino, Bologna: i segretari locali del Pd a confronto sulle sfide del 2021

Marianna Rizzini

I tempi, anche se apparentemente dilatati dall’emergenza, sono maturi: se non ci si muove ora si rischia di arrivare tardi (e di favorire corse altrui)

Roma. Il reggente a Cinque stelle Vito Crimi ha aperto all’idea di un bis di Virginia Raggi a Roma e di Chiara Appendino a Torino, con tanti saluti al vecchio divieto di doppio mandato, e il Pd, che con il M5s governa il paese ma che a Roma e a Torino è all’opposizione, ha fatto sapere di avere altri piani. Quali? I tempi, anche se apparentemente dilatati dall’emergenza, sono maturi: se non ci si muove ora si rischia di arrivare tardi (e di favorire corse altrui). Intanto, stasera alle 19, sulla pagina Facebook e web tv “Spazioapertopdtorino”, per il dibattito “verso le sfide del 2021 nelle grandi città”, si confronteranno i quattro segretari cittadini Mimmo Carretta (per Torino), Andrea Casu (per Roma), Silvia Roggiani (per Milano) e Luigi Tosiani (per Bologna), partendo dalle diverse prospettive locali.

 

Se a Roma e Torino, infatti, il problema è come far sentire ai cittadini la differenza rispetto al M5s che guida le rispettive giunte, a Milano si parte dall’amministrazione solida di Beppe Sala, ma, dopo l’emergenza, anche dal problema del rapporto con una regione a trazione leghista. Non così nella Bologna di Virginio Merola, dove a gennaio Stefano Bonaccini è stato rieletto per un secondo mandato. E ieri, a Torino, Carretta ha intanto chiuso alla possibilità di una futura alleanza cittadina con il M5s e all’idea di un bis della Appendino: “A dire il vero è cosa che non ci riguarda né le strategie del Pd sono legate alla sua decisione”.

 

“Oggi lanciamo questa piattaforma su ‘spazioaperto’”, dice al Foglio, “con l’obiettivo di raccogliere forze civiche e politiche che possano aiutare a costruire una proposta in discontinuità con l’impostazione del M5s. In questo momento dobbiamo dare la precedenza ai nodi irrisolti della ripartenza. La sfida per il 2021 si inserirà in questo contesto, e ci muoveremo tra due obiettivi: farci percepire come alternativi rispetto al populismo, da un lato, e come argine verso la destra, dall’altro. Il governo giallorosso nazionale è nato in un momento di emergenza politica, a cui poi si è aggiunta un’emergenza sanitaria, non su un’organicità strutturale dell’alleanza”.

 

“Nel 2021 scade il mandato di Virginia Raggi e ricorrono i 150 anni di Roma Capitale, momento simbolico che tanto più ci chiama a reagire e a presentarci ai cittadini, da subito, come ‘altro’ da questa amministrazione”, dice Casu. “Intanto, nell’emergenza, stiamo portando avanti nei municipi le azioni pratiche nei campo in cui si è vista la latitanza del sindaco, stando vicini ai romani nel momento della ricostruzione. Abbiamo visto che il modello di una chiamata a raccolta delle forze democratiche ha funzionato nell’VIII e nel III municipio e con l’elezione di Roberto Gualtieri alle suppletive. Pensiamo a un centrosinistra largo. Dovremo guardare al mondo che esce dall’emergenza con occhi nuovi, mettendo in gioco le energie migliori che sono in campo e accompagnando il cambiamento: il rischio, altrimenti, è di favorire l’avanzata delle destre”.

  

A Bologna, racconta il segretario cittadino Luigi Tosiani, “il partito, con i suoi circoli, ha cercato di essere presente durante l’emergenza anche imbustando le mascherine e attivandosi su vari fronti con i suoi volontari, a fianco delle associazioni. Ora che ci si riaffaccia nel mondo post Covid, vogliamo essere una presenza per chi deve ripartire. Tante volte l’Emilia si è risollevata: nel Dopoguerra, dopo il terremoto. Lo farà anche stavolta, con una piattaforma programmatica sullo schema Bonaccini”.

 

Diversa la situazione a Milano, dove Sala governa la città con “attorno” una regione guidata dalla Lega. Il segretario locale Silvia Roggiani racconta di una “grande partecipazione cittadina” (più di duemila persone, sabato scorso), “a un evento online, presente il sindaco, con sedici ‘tavoli’ tesi a fare ordine tra le idee e esigenze della Milano post Covid: i cittadini si sono confrontati con i nostri assessori. La comunità c’è: vogliamo rinsaldare i legami esistenti ed essere un interlocutore credibile, pre-condizione per allargare il nostro campo”.

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  • Marianna Rizzini
  • Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.