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La lezione della Merkel e il futuro di Forza Italia

Claudio Cerasa

In tutti i grandi paesi d’Europa non c’è partito conservatore che non stia mettendo in campo una proposta alternativa al presente per costruire il futuro. E in Italia?

Al direttore - Merz alors!

Giuseppe De Filippi

 

Angela Merkel, a tredici anni dalla sua prima volta da cancelliere della Germania, pensa giustamente alla sua successione. Lo stesso stanno facendo in Spagna i popolari. Lo stesso stanno facendo in Francia i repubblicani. Sarebbe bello dire che lo stesso sta accadendo anche in Italia ma se vogliamo invece l’anomalia del nostro paese è proprio questa: in tutti i grandi paesi d’Europa non c’è partito conservatore che non stia mettendo in campo una proposta alternativa al presente per costruire il futuro. E fino a quando il partito conservatore italiano, ovvero ciò che resta di Forza Italia, non avrà il coraggio di tagliare definitivamente i ponti con la Lega, senza ambiguità come ha provato a fare alla festa del Foglio Antonio Tajani, e di organizzare una grande mobilitazione popolare per far emergere nuove leadership, resterà l’unico partito conservatore in Europa poco interessato a ragionare sul futuro.

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.