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Cosa tiene insieme l’ossessione leghista per i migranti e quella grillina per i vaccini?

C'è un nesso simbolico tra l’ansia per i corpi estranei iniettati tramite vaccinazione e l’ansia per gli stranieri immessi nel corpo nazionale con i flussi migratori

13 Ottobre 2018 alle 06:09

Cosa tiene insieme l’ossessione leghista per i migranti e quella grillina per i vaccini?

Foto LaPresse

Tu vorresti camminare ordinatamente nella prosa del mondo, con i tuoi bravi paraocchi da ronzino piccolo-borghese, senza scantonate letterarie e impennate poetiche, ma questi ti disseminano il percorso di metafore in cui è impossibile non inciampare. La promiscuità quotidiana con i topi a cui si è costretti zigzagando tra i cumuli di spazzatura delle strade di Roma, per esempio, è una sollecitazione ostinata e inaggirabile. Aspetto solo di ritrovarmi un sorcio morto sul pianerottolo, come il dottor Rieux nella “Peste” di Camus, per arrendermi all’evidenza, e accettare che la musa della storia sta cercando disperatamente di recapitarmi il suo messaggio. In questa diagnostica letteraria variano solo i colori: la “Peste bruna” dei diari di Klaus Mann – il padre Thomas aveva scelto di volta in volta il colera, la tubercolosi, la sifilide per allegorizzare la decomposizione della civiltà europea – o la “Peste bianca” di Karel ČCapek, romanzo scritto alla vigilia dell’occupazione nazista della Cecoslovacchia. Il repertorio epidemiologico è ricorrente, e quando Macron tira l’allarme sanitario contro la “lebbra populista” che dilaga in Europa forse non immagina quanto è lungo il corteo dei suoi predecessori. L’Italia potrebbe rivelarsi una volta ancora, come negli anni Venti, il focolaio di un’infezione destinata a decimare il continente; ma le metafore hanno sempre una doppia vita, come agenti segreti o bigami in incognito, e l’altra faccia del liberale preoccupato che indica ovunque i sintomi del morbo è il malato contagioso che si crede perfettamente sano (tra l’uno e l’altro sta il sottile politologo terzista pronto a dimostrarti che la peste populista, non essendo né sostanza né accidente, propriamente non esiste: ma sappiamo da Manzoni quale fine lo attende).

  

A questo pensavo, non già scansando i topi tra i cassonetti di Roma ma dialogando con un dottissimo amico, lo storico Guri Schwarz. Vedi, mi ha detto pressappoco, c’è qualcosa che tiene insieme l’ossessione leghista per i migranti e l’ossessione grillina per i vaccini. Certo, sono campi semantici distinti e in apparenza li separa una muraglia; ma se li osservi da vicino ti accorgi del nesso simbolico tra l’ansia per i corpi estranei iniettati tramite i vaccini e l’ansia per gli stranieri immessi nel corpo nazionale con i flussi migratori. L’idea soggiacente è quella di un organismo sano in cui degli esperti in camice bianco, che siano medici o pianificatori sociali, vogliono inoculare sostanze sospette, a fin di bene, assicurano loro; per tornaconti loschi, dicono quelli che la sanno lunga. Sul piano retorico l’affinità morfologica è vistosa, mi ha fatto notare l’amico; ma con l’accortezza di precisare che, al di là di questa somiglianza, un legame più concreto tra i due discorsi è tutto da verificare. Io però ero troppo conquistato dal demone dell’analogia per sentirmi vincolato alle sue preoccupazioni di rigore, e così ho lasciato bighellonare la mente, rileggendo sotto questa nuova luce tante cose serie e meno serie degli ultimi anni: la storia della Xylella infame tra complotti delle multinazionali e guerre batteriologiche, le trame occulte di JP Morgan per indebolire la nostra Costituzione sana e robusta, il processo di Trani alle agenzie di rating, il ministro dell’Interno che accusa i migranti di portare la tubercolosi e gli speculatori stranieri di portare lo spread. Tutto si tiene: un malato grave che delira di esser sano, rifiuta le cure, grida agli untori e intanto sparge il suo male. Per parte sua, la musa della storia si arrangia come può; e pazienza se ad avvisarci del pericolo non sono più le oche, ma i topi del Campidoglio.

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Commenti all'articolo

  • Daria

    13 Ottobre 2018 - 09:09

    Gentile redattore dell'articolo….guardi che di "corpi estranei", come dice lei, in Italia ne arrivano da 40 anni. Sinora si è trattato di cinesi, filippini e nordafricani, arrivati alla spicciolata. Cos'hanno di diverso il mare di "corpi estranei" fatti arrivare dal governo PD? Forse che entrano in Italia abusivamente? Forse che si spacciano da profughi da guerre fantasma? Forse che pretendono di essere mantenuti? Forse che per ringraziamento sono arroganti ed incivili? Forse che ci riempiono le galere spacciando, rubando e violentando anche bambine ed anziane? Forse per la voglia di lavorare sottozero? Veda lei, caro redattore.

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