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Se il Pd non fa un congresso prima delle Europee rischia di sparire per sempre

Note in vista dell'assemblea. Vivacchiare non ha senso. Rimandare è pazzia

6 Luglio 2018 alle 19:49

S’avanza Zingaretti

Nicola Zingaretti (foto LaPresse)

Al direttore - E’ facile di questi tempi trovare rischi e problemi al Pd. E’ facile quindi anche per me aggiungerne uno. La subalternità. Prima di tutto nelle idee, nelle analisi del mondo e di conseguenza nelle proposte. La situazione diventa allora veramente preoccupante. Con qualche rara eccezione vi è un mantra ripetuto da diversi esponenti del Pd – ” la causa della sconfitta sta nell’avere sposato la globalizzazione e il neo liberismo”. Zingaretti si spinge addirittura a parlare di “fallimento della società occidentale”. Dove? Abbiamo alle spalle il più lungo periodo di benessere della storia mondiale. Per quantità, qualità ed estensione geografica. In tutte , o in quasi tutte le aree del mondo son aumentati i livelli di reddito, si è ridotta la povertà assoluta, sono aumentati i livelli di istruzione e l’emancipazione femminile. E questa grazie all’apertura del mondo. Allo scambio di merci, di competenze e lavoro, alla libertà di investimento. Cioè alla globalizzazione accompagnata da un’impronta liberale. Quanto al fallimento della civiltà occidentale basta vedere dove si dirigono i flussi migratori: verso l’Europa e verso gli USA. Cosa ben diversa è affermare, lo fanno Calenda e Minniti con parole accurate, che questo processo genera anche sofferenze e può portare al collasso della democrazia liberale e , allora sì, alla tragedia. L’Italia rappresenta l’anello debole. Ma non a causa della globalizzazione che anzi consente alle parti più dinamiche dell’economia italiana di sorreggere PIL e occupazione, ma a causa di sé stessa. Del suo debito, della sua burocrazia , del peso anormale che le diverse corporazioni esercitano. Parlare di liberalismo in Italia è come parlare di libertà femminile in un gruppo di fondamentalisti islamici.

 

L’assemblea del Pd

Sabato l’assise dei Democratici, Martina verso la conferma a segretario. Sì, ma il congresso?

 

Ma soprattutto non è chiaro, anzi è molto oscuro, che cosa si contrapponga a questa narrazione che è tipica delle destra xenofoba e illiberale. Dove il disorientamento di largo strati della popolazione viene scaricato con tecniche tipiche delle manipolazione propagandistica su una serie ben scelta di “capri espiatori”: gli immigrati, l’ Europa, la finanza internazionale. Mancano i comunisti, ma in compenso c’è Renzi. Per gli ebrei c’è tempo. Quel che non si capisce è che se si comincia a cedere nella lettura della storia, delle cause e delle responsabilità, si apre la strada ad un disastro, che già si intravede. Un conto è farsi carico delle paure un altro accettare per buoni i pretesti con cui vengono continuamente alimentate. Se si parla di fallimento dell’Occidente la frittata è bella e fatta. Che cosa è la guerra commerciale , fatta di dazi, limitazioni alla circolazione delle persone se non i’anticipazione di un ritorno ai drammatici anni ‘30, quando i nazionalismi e le autarchie fecero a pezzi l’ Europa e la pace. Che cosa ha da guadagnare l’Italia da tutto questo? Niente. Povera di materie prime e indebitata deve vedere come una minaccia mortale ogni ritorno all’ autarchia. Il vero mostro da combattere non è la globalizzazione, ma la fine della stessa. I cosiddetti sovranisti, oggi tatticamente alleati, sono destinati a scontrarsi a breve. Se ognuno mette il suo Paese al primo posto contro tutti gli altri il gioco non è a somma zero, ma a somma negativa e drammatica. Quali sono i rimedi? Alcuni li ha indicati Calenda. Apertura, investimenti nella conoscenza, gestione ragionevole delle paure e delle transizioni inevitabilmente dolorose. Ma bisogna fare molta attenzione con le parole . I valori dell’Occidente, libertà personale. libertà di circolazione, di commercio, democrazia, esistenza di contrappesi, protezione delle minoranze sono troppo importanti per essere liquidati insieme ad un giudizio tirato via sul fallimento della civiltà occidentale. Per battere le paure, ma soprattutto per non avere paura della paura, anziché accomodarsi in giudizi liquidatori sull’Occidente occorre ristabilire, ha straragione Calenda, la verità dei fatti. Difendere senza tentennamenti l’ impostazione liberale ed aperta delle nostre democrazie. Ed non avere, lo dico anche a Calenda, paura del futuro. Mi rifiuto di credere che un mondo capace di usare al massimo l’innovazione tecnologica, di alleviare drasticamente la fatica umana non riesca a trasformare questa ricchezza in benefici per tutti. Ma il futuro allora va governato non esorcizzato. Tutto il resto, come deve essere il Pd, la democrazia dal basso, dall’alto, inclusiva, alternativa, di sopra, di sotto, di traverso, periferica , urbana o provinciale, è solo chiacchiera. Se occorre attraversare il deserto attrezziamoci. Qualche anno fuori dal tempio potrebbero anche servire a rigenerare uomini e idee. Soprattutto queste ultime necessarie come il pane. Ma non esiste una terra di mezzo, fatta di luoghi comuni, dove collocarsi per estinguersi in pace.

Chicco Testa

 

Vero. Ma una candidatura di Zingaretti, oggi, come garante del triumivrato Calenda/Gentiloni/Minniti, potrebbe dare vitalità al Pd. Vivacchiare non ha senso. Rimandare è una pazzia. Si facesse un congresso subito, prima delle Europee, e si desse la possibilità a chi ha consenso da spendere di misurarsi sulla base di un programma, e non solo solo sulla base di una tattica, o di una chiacchiera.

 

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    07 Luglio 2018 - 13:01

    Cerasa, non il congresso prima delle Europee ma parecchio prima delle europee. Le elezioni saranno il 23 maggio. Io suggerirei di fare il congresso al massimo nel Dicembre di quest'anno. Insomma lo si vuol capire che il PD è un malato gravissimo e che occorre rifondare il partito con una cura da cavallo? Sennò tanto vale abbatterlo il cavallo e non farlo soffrire ulteriormente

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  • Gianni.Ba

    07 Luglio 2018 - 13:01

    Non entro nel merito di cosa deve fare e dove deve andare il PD per sopravvivere. Una cosa sola mi preme annotare. Se il cambiamento epico da tutti auspicato rischia di ridursi, come sembra, nel mettere al posto della maggioranza (ex renziana) la minoranza interna (magari facendo tornar dentro anche i LeU...) allora la fine di questo partito oltre che scontata diverrà tragicomica.

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  • luigi.desa

    07 Luglio 2018 - 11:11

    La sinistra italiana va da Calenda il moderato a Fratoianni Speranza Bersani e soci.Calenda-Pd stanno serenamente finendo nell'oblio , ma i comunistoni alla Lenin non moriranno mai. America fu fortunata con il doberman Johseph McCarty il mangia comunisti. Per suoi merito il comunismo in America non c'è avendo impedito alla massa di communistoni ,tutti Vipponi, che perseguitati dai nazi fascisti e da Stalin e rifugiati in America ,volevano trasformare gli Usa in una Urss dal comunismo soft. I comunisti dopo lo schianto dell'1989 fanno come Totò che preso a schiaffi non si ribellava e all'amico che diceva difenditi rispondeva " no,voglio vedere dove vogliono arrivare".

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  • luigi.desa

    07 Luglio 2018 - 11:11

    Come scrive bene Chicco Testa ed anche un pò romantico.

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