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Renzi "riposa in pace". La vignetta della discordia manda in subbuglio il Pd romano

Immagine satirica dei Giovani democratici. Il segretario romano: "E' solo satira. Il problema è che i vertici del partito confondono la politica con Facebook. E poi però si stracciano le vesti per Charlie Hebdo..."

11 Aprile 2018 alle 16:48

Renzi "riposa in pace". La vignetta della discordia manda in subbuglio il Pd romano

La locandina dei Gd del XIV municpio di Roma scatena la rabbia dei vertici del Pd

Il problema, dice Guido Staffieri, non è la vignetta. “No, il problema è semmai il fatto che i vertici del Pd continuano a confondere la politica vera con Facebook”. Il segretario romano dei Giovani democratici risponde col tono a metà tra il sorpreso e il divertito. Sorpreso perché, afferma, “non credevo che un post un po' ironico sui social scatenasse tutta questa polemica”. Divertito, invece, perché a suo parere la vignetta è simpatica. “Un po' forte, certo, ma simpatica”.

La vignetta, nella fattispecie, è quella della copertina dell'evento Facebook per l'invito a una festa organizzata dalla giovanile del XIV municipio. Ritrae Matteo Renzi in versione Frankenstein, di profilo vicino a una bara, con su scritto: “R.I.P.ARTY”. In evidenza, l'acronimo che di solito si riserva a chi passa a miglior vita. A idearla è stato il segretario dei Gd della Balduina, Matteo Rivalta, che martedì sera, prima di pubblicarla, l'ha mostrata in anteprima proprio a Staffieri. Che racconta: “L'ho vista, non mi è sembrata offensiva, e anzi mi ha fatto sorridere”.

 

Deve aver divertito meno i dirigenti del Pd romano, e in particolare Luciano Nobili, renziano di ferro e fresco di elezione alla Camera, che ha subito commentato, con sdegno, l'immagine incriminata. “Da tempo credo che i toni nella discussione interna al Partito Democratico abbiano passato il limite”, scrive Nobili. Aggiungendo: “Ma quello che ho appena scoperto è di una gravità senza precedenti”. E insomma, “non si tratta di una bravata, ma di un evento promosso dall’organizzazione ufficiale dei Gd e come se non bastasse tra i partecipanti ci sono autorevoli dirigenti, tra cui il segretario romano. Si tratta – insiste il deputato dem – di un atto indegno che meriterebbe provvedimenti immediati ed esemplari. Ne va della vita stessa della nostra comunità politica”. Post per nulla interlocutorio, che viene subito apprezzato e commentato da altri dirigenti del Pd renziano, da Pina Picierno (“Che orrore”) a Stefano Esposito (“E' gravissimo”), passando per Alessia Rotta. Poi, tra le repliche, anche tanti insulti rivolti ai rampolli della Balduina, conditi di insulti e schiaffoni online, peraltro ricambiati.

 

Un bel clima, insomma, che spinge poi gli stessi Gd del XIV a fare un comunicato: “Aldilà dell'evidente strumentalità con cui si è commentato la foto dell'evento senza tenere in conto della sua descrizione (ben tagliata), ciò che colpisce e mette VERAMENTE paura è la gogna pubblica, da esposizione e da punizione esemplare, che animano i commenti nei nostri confronti”. Non solo. Secondo i Gd, che pure a Roma non hanno mai nascosto il loro scarso afflato per il renzismo, “il senso del ripartire dalla brutta sconfitta e ritrovarci quindi tutti insieme (in una FESTA) per il difficile percorso che ci aspetta come comunità è un tema che meno si tratta e meglio è. Più facile individuare il nemico interno di volta in volta, il 'traditore' e accanirsi come avvoltoi”.

 

A distanza di qualche ora, Staffieri fa una mezza marcia indietro. Ma solo parziale. “Tornassi indietro, magari consiglierei ai ragazzi del XIV di non pubblicarla. Ma a me pare che la canea scatenatasi intorno a un fatto simile sia indice della confusione che regna sovrana nel Pd. Quando i vertici di questo partito si accorgeranno che la politica è una cosa diversa dalla vita su Facebook, forse riusciremo a riavvicinarci un po' ai nostri elettori”. Non li condanna Staffieri, insomma, i “suoi” ragazzi. E non ravvisa nel loro gesto un accanimento “né umano né politico contro Matteo Renzi”. Anzi, ricorda come di vignette simili, “forti ma satiriche”, ne abbiano già fatte: “Una sul Papa, una su Ignazio Marino... e varie altre”. Insomma, “Se si volesse vedere un messaggio politico in questa locandina, si commetterebbe un errore clamoroso”, scandisce Staffieri, che però precisa: “E' evidente che siamo di fronte alla fine di una stagione nel Pd, ed è evidente che l'ex segretario ha fatto bene a dimettersi”. E ora, aggiunge il segretario dei Gd della Capitale, “farebbe bene a invitare tutti a sorridere di fronte a questa vignetta. Del resto, ci siamo stracciati tutti le vesti dicendo che eravamo 'Charlie Hebdo', che pure si scagliavano contro delle divinità, e ora ci scandalizziamo per un'immagine satirica che riguarda un semplice politico e che obiettivamente fa ridere”. E dunque? “E dunque niente. Il dibattito interno al partito – dice Staffieri – non è all'altezza del partito che siamo stati e che dovremmo essere, e questa vicenda lo conferma”. Nessuna tirata di orecchie, ai giovani del XIV? “No. Io venerdì – conclude Staffieri – a quella festa ci sarò”.

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Commenti all'articolo

  • mastrofrancescolucia

    12 Aprile 2018 - 14:02

    Su questa vignetta si è detto di tutto, ma non che sia di pessimo gusto, aldilà delle intenzioni.Una volta nel PCI ci si indignava per il Berlinguer di Forattini in poltrona, vestaglia e pantofole che ascoltava da lontano gli echi delle manifestazioni di piazza:erano altri tempi da centralismo democratico, ma se è questo il livello di satira e culturale dei Giovani Democratici mi toccherà a rimpiangerli:E se non per la politica , di sicuro per la cultura e il buon gusto

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