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Pertini, il pop president

Il calcio, le canzoni di Cutugno e Venditti e i fumetti di Pazienza per raccontare l'ex presidente, il capo dello stato che piaceva agli italiani

12 Marzo 2018 alle 08:26

Pertini, il pop president

Sandro Pertini con Bruno Conti, che bacia la Coppa del mondo di calcio conquistata a Madrid, al ritorno in Italia sull’aereo presidenziale: è il 13 luglio 1982 (foto archivio LaPresse)

Buongiorno, Italia / gli spaghetti al dente / e un partigiano come presidente”, cantava nel 1983 Toto Cutugno in “L’italiano”: solo quinta al Festival di Sanremo di quell’anno, ma poi benedetta da un successo strepitoso di vendite. Curiosamente, più ancora che in Italia all’estero, dove è a volte percepita come una sorta di altro inno nazionale di fatto. “I carri armati a fari spenti nella notte / sotto la pioggia / hanno lasciato strane tracce sull’asfalto / piene di sabbia...

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Maurizio Stefanini

Romano, classe 1961, maturità classica, laurea in Scienze Politiche alla Luiss, giornalista dal 1988. Moglie, due figli. Free lance impenitente, collabora col Foglio dalla fondazione. Di formazione liberale classica, corretta da radici contadine e da un'intensa frequentazione del Terzo Mondo. Specialista in America Latina, Terzo Mondo, movimenti politici comparati, approfondimenti storici. Ha pubblicato vari libri, tra cui “I nomi del male”, ritratto dei leader dell’asse del Male, "Ultras - Identità, politica e violenza nel tifo sportivo da Pompei a Raciti e Sandri", "Da Omero al rock. Quando la letteratura incontra la canzone" e ultimo "Alce Nero un «beato» tra i Sioux". Parla cinque lingue; suona dieci strumenti (preferito, fisarmonica).

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