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Vespa incalza Di Maio su Casaleggio. "È solo un tecnico", risponde

Il conduttore di "Porta a porta" ripete al candidato del M5s le domande poste dal Foglio sulla mancanza di trasparenza di Rousseau

25 Gennaio 2018 alle 16:35

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Qualche giorno fa il Foglio si chiedeva in che modo gli eletti del M5s si siano trasformati di fatto in dipendenti indiretti di una associazione privata. Come è possibile, chiedeva il direttore Claudio Cerasa, che "un’associazione privata controlli la vita democratica e le attività di un partito (Casaleggio è il presidente e il tesoriere di Rousseau) senza che questo partito possa controllare in nessun modo questa associazione? ". Nell'inchiesta del Foglio sull'opacità di Rousseau, David Borrelli aveva detto: "Io di Rousseau non so nulla. Decide tutto Davide Casaleggio. Meno ne so meglio è".

 

Martedì, il candidato premier del movimento, Luigi Di Maio, è stato incalzato da Bruno Vespa a "Porta a porta", che ha ripetuto al pentastellato proprio la domanda fatta dal nostro giornale. "Siamo abituati ai pensieri contorti del Foglio", ha risposto Di Maio. E chissà se chiedere conto al candidato premier di uno dei principali partiti del nostro paese dell'opacità di fondo nei suoi sistemi decisionali, sia catalogabile come "un pensiero contorto".

 

Soprattutto considerando che Di Maio non ha mai chiarito il ruolo di Rousseau, né il ruolo di Davide Casaleggio nel funzionamento dell'Associazione Rousseau e del M5s. E considerando che, al di là della battuta, questi dubbi sono rimasti senza risposta anche dopo l'intervento del candidato grillino a "Porta a porta". "Questa associazione è quella che è il nucleo che si presenta alle elezioni per il Movimento 5 stelle", ha detto Di Maio, aggiungendo che questa associazione gestisce gli strumenti informatici di cui si dota il M5s.

 

"Ma perché un tecnico come Casaleggio partecipa a tutte le riunioni politiche più importanti?", incalza Vespa che elenca i casi della crisi della giunta Raggi a Roma e la visita all'ambasciata inglese, entrambi eventi di alto rilievo politico a cui ha preso parte il guru di Rousseau. Prima di rispondere, Di Maio sente il bisogno di fare una premessa: "Per me Davide, oltre a essere un tecnico, è un grande amico".

 

E poi: "Davide oggi non è una persona che prende decisioni politiche, ci dà un supporto su una piattaforma". E sull'invito all'ambasciata? "Davide ha il passaporto inglese, sarà per questo che l'hanno invitato". Sarà.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    26 Gennaio 2018 - 08:08

    C’era una volta la prima Repubblica in cui se non ricordo male, applicando la Costituzione, si disciplino’ per legge l’organizzazione dei partiti che concorrevano ad assicurare l’espressione della sovranità popolare. Non lo si fece per i sindacati, purtroppo, ma almeno per i partiti si. Mi chiedo che fine abbiano fatto quelle norme, e spero che almeno il Foglio me lo dica.

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