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La centralità politica del Cav.

Orsina ci spiega perché Berlusconi dice bugie ma è più credibile di altri

19 Novembre 2017 alle 06:00

La centralità politica del Cav.

LaPresse / Roberto Monaldo

Roma. La centralità politica del Cav., che a 81 anni è più in forma di altri leader con la metà dei suoi anni, è materia da studiare. E chi meglio di Giovanni Orsina, storico della Luiss e autore de “Il berlusconismo nella storia d’Italia” (Marsilio)? “Berlusconi – dice al Foglio – è talmente coriaceo da essere riuscito a sopravvivere a cose che avrebbero disintegrato un brontosauro. Questa è una sua grande virtù: è sopravvissuto al divorzio, al Bunga Bunga, alla crisi del 2011, ai problemi di salute, alla condanna e all’esclusione dal Senato. Alcune di queste cose, anzi, potrebbero avergli dato forza e oggi è in cerca di un riscatto”. Accanto a questo aspetto, però, c’è “lo slabbramento del quadro politico, la crisi verticale della classe politica. Il paese non riesce a rinnovare il ceto dirigente. Dunque viene selezionata gente nuova, inesperta, che non ha neanche il tempo di formarsi – come il Renzi prima maniera, o Salvini, per non parlare di Di Maio –, oppure vecchi arnesi. Contro Renzi c’è D’Alema, contro Salvini c’è Bossi”. Quindi, aggiunge Orsina, “è ovvio che la debolezza degli avversari costituisce l’80 per cento della forza di Berlusconi e il 20 per cento deriva da lui: per una parte del paese, seppur ridotta significativamente rispetto a 10 anni fa, Berlusconi è la soluzione meno peggiore. Insomma, la centralità di Berlusconi si spiega in maniera facilissima e drammatica. Basta prendere atto dello stato della politica italiana, solo che poi cascano le braccia: possibile che non produciamo niente di meglio?”. Ma non è che Berlusconi è, paradossalmente, più sincero di altri? “Non credo. Alle sue bugie siamo abituati, ma in una sfera pubblica in cui tutti mentono Berlusconi dà qualche garanzia di maggiore buon senso. La gente pensa: sì, è bugiardo come tutti gli altri, ma ha maggiore statura storica e maggiore spessore. L’esperienza rassicura. Per questo penso che alla fine prenderà più del 15 per cento. La mia impressione è che gran parte degli italiani che andranno al voto decideranno nelle ultime 24 ore, come peraltro è già stato nel 2013. Se la coalizione di centrodestra arrivasse in buona forma, potrebbe scattare il riflesso del voto utile, e portare qualche punto percentuale in più nelle ultime 24 ore. Saranno voti in gran parte di Berlusconi, ma neanche la Lega è da sottovalutare”.

  

La Lega, dice Orsina, cavalca l’arrabbiatura ma a differenza del M5s “ha il vantaggio di avere Maroni e Zaia, vanta una tradizione di governo. E’ un vero partito, ormai il più antico d’Italia, e con la crisi del Pd possiamo dire che è anche l’ultimo rimasto. Se uno vuole votare e sfogare la propria rabbia ma allo stesso tempo scegliere una cultura di governo, la Lega dà maggiori garanzie del M5s. Parecchi moderati potrebbero finire per votarla, non solo gli arrabbiati”. Nel caso di Berlusconi, c’è poi un aspetto, osserva Orsina, che è pre-politico: “Il suo vecchio discorso sul Milan, Milano 2 e Mediast regge. Berlusconi ha un curriculum del tutto incomparabile con quelli di Renzi o Salvini – per non parlare di Di Maio”. Viene da chiedersi se anche qualcuno di centrosinistra alla fine non lo voterà. Un tempo impensabile, oggi non è da escludere. Possibile, professore? “Molti hanno creduto a Renzi, ma hanno visto che dalla sconfitta al referendum in poi è in grave crisi di strategia. Insegue il M5s, e questo è diventato un problema. Berlusconi invece potrebbe rassicurare anche un certo tipo di elettorato moderato”. Il voto utile, ne è convinto Orsina, potrebbe davvero esserci, perché, almeno allo stato attuale, “il centrodestra è l’unico a poter avere la maggioranza in Parlamento”. Certo, è difficile: “Non è facile capire quale sia la soglia che dev’essere oltrepassata per raggiungere la maggioranza assoluta. Probabilmente è oltre il 40%: un traguardo dal quale il centro destra, stando ai sondaggi, è lontano, ma non lontanissimo. Se nei sondaggi tiene, una settimana prima del voto Berlusconi potrà rivendicare di essere l’unico a poter mettere in piedi una maggioranza”. E Salvini? “Al termine della prossima legislatura – posto che duri almeno quattro anni – Berlusconi avrà 85 anni. Salvini a quel punto potrebbe rivendicare di aver governato bene al suo fianco e cercare di ereditare quei voti. D’altronde, la Lega è all’opposizione dal 2011, ma è un partito a vocazione governativa. E Salvini è quarantenne”. Può, insomma, crescere.

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