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Lezioni dai duellanti americani

Cento milioni di spettatori incollati alla televisione soltanto negli Stati Uniti, altri 55 milioni di persone connesse in tutto il mondo su internet per seguire live, poi le interazioni sui social network, le repliche tv planetarie e quant’altro.

28 Settembre 2016 alle 06:11

Lezioni dai duellanti americani

Hillary Clinton e Donald Trump (foto LaPresse)

Cento milioni di spettatori incollati alla televisione soltanto negli Stati Uniti, altri 55 milioni di persone connesse in tutto il mondo su internet per seguire live, poi le interazioni sui social network, le repliche tv planetarie e quant’altro. Il confronto catodico di martedì notte tra i due candidati alla Casa Bianca, il repubblicano Donald Trump e la democratica Hillary Clinton, non avrà soddisfatto il palato degli addetti ai lavori – che si attendevano qualche annuncio e qualche colpo in basso in più – ma è stato a tutti gli effetti un evento popolare. Tendiamo a dimenticarlo, ma ciò è dovuto anche alle regole chiare, comprensibili a tutti, del tipo di quelle che sovrintendono alle partite di calcio, e che in politica si applicano soltanto ai confronti diretti figli di un sistema bipartitico quale è quello anglosassone.

 

Soltanto in questo format il protagonismo del giornalista-moderatore non esonda e si mette al servizio del confronto netto tra due idee di società e di paese, soltanto in questo contesto i candidati sono spinti a moderarsi per quanto possibile e a spostarsi al centro per conquistare quanti più elettori (e questo è valso ieri perfino per Trump, tanto vituperato dall’opinionista collettivo), soltanto nell’ecosistema bipartitico o perlomeno bipolare l’elettore (che prima di andare alle urne è sempre spettatore) ha maggiori possibilità di soppesare le tesi a confronto senza distrarsi e perfino divertendosi. Sono questi alcuni dei pregi di un sistema, quello maggioritario, che anche in Italia – pure da incompiuto – ha dato i suoi frutti. La fregola proporzionalistica che unisce i grillini alle tante e variegate truppe anti renziane vuole negarci spettacoli (democratici) simili – seppure su scala minore – nel nostro paese. Sarebbe un peccato, non proprio veniale.

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