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Marco, uno e centomila

L’interventismo umanitario della prima ora, l’Afghanistan, la splendida risata di Marco Pannella

Ho ancora ricordi luminosi della sua persona, del suo modo di essere, delle sue innumerevoli battaglie per le libertà individuali. Ci vedevamo spesso, all’inizio degli anni Ottanta. Nel 1979, in occasione della crisi afghana, avevamo creato insieme una organizzazione non governativa, Action internationale contre la faim, che esiste tuttora. 

22 Maggio 2016 alle 06:18

L’interventismo umanitario della prima ora, l’Afghanistan, la splendida risata di Marco Pannella

Marco Pannella (foto LaPresse)

Sono profondamente scosso. Marco Pannella è stata una delle più grandi figure della politica italiana, ma è stato soprattutto un combattente per le libertà, eternamente alla ricerca della verità. Non lo vedevo da molti anni, ma ho ancora ricordi luminosi della sua persona, del suo modo di essere, delle sue innumerevoli battaglie per le libertà individuali. Ci vedevamo spesso, all’inizio degli anni Ottanta. Nel 1979, in occasione della crisi afghana, avevamo creato insieme una organizzazione non governativa, Action internationale contre la faim, che esiste tuttora (sotto il nome di Action contre la faim, ndr), e che è stata per i nostri percorsi di vita una tappa importante. Con noi c’erano anche Marek Halter, Françoise Giroud, Alfred Kastler, Guy Sorman, Jacques Attali, Jean-Christophe Victor e molti altri scrittori e intellettuali.

 

Quando mi è stata annunciata la morte di Marco, sono rimasto turbato perché con lui ho trascorso momenti indimenticabili. Non riesco a restituire un solo momento vissuto con Pannella, non sono in grado di cristallizzare in un solo ricordo la sua figura, perché i ricordi meravigliosi che ho di lui sono troppi. Tuttavia non posso non ricordare con emozione la sua risata, la sua splendida risata. E l’intensità del suo sguardo. Come in Italia, anche in Francia Pannella ha lasciato una grande eredità, è stato un modello per molti politici e intellettuali francesi. Ha insegnato a tutti noi la necessità di non rinchiudersi e arenarsi nei clivage politici, di andare oltre gli schieramenti tradizionali tra destra e sinistra. Ci ha insegnato a superare le divergenze che esistono nei partiti per costruire qualcosa di più grande.

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