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Dalle dichiarazioni opposte di Trump e Putin all'"ottima conversazione" sull'Iran. Nota per gli storici del futuro

Adriano Sofri

Da quando è iniziata la guerra in Iran, i due leader hanno detto frasi antitetiche, salvo poi avere una conversazione telefonica durata "circa un'ora" che è stata definita "molto sostanziosa" e promettente di effetti pratici per la cooperazione fra i due paesi

(Per gli storici del futuro, se la storia avrà un futuro)

1° marzo. Donald Trump annuncia che il giorno prima lui e Netanyahu hanno ucciso l’ayatollah Ali Khamenei, “One of the most evil people in the history”. Una delle persone più malvagie della storia.

1° marzo. Vladimir Putin definisce l’azione come “un assassinio commesso nella cinica violazione di tutte le regole della morale umana e del diritto internazionale”. 

5 marzo. Donald Trump dichiara: “Il figlio di Khamenei è inaccettabile per me”. 

8 marzo. Vladimir Putin spedisce un telegramma di congratulazioni a Mojtaba Khamenei, nominato Guida Suprema in successione a suo padre. “Mentre l’Iran sta fronteggiando l’aggressione armata, la tua opera in una così alta posizione avrà certo bisogno di un gran coraggio e dedizione. Confido che continuerai onorevolmente l’operato di tuo padre e unirai il popolo iraniano per le dure prove che lo attendono”. 

8 marzo. Donald Trump dichiara: “Se non lo approviamo noi, non durerà molto”.

9 marzo. Donald Trump e Vladimir Putin stanno al telefono per “circa un’ora”. Da parte di Putin, Jurij Ushakov descrive la conversazione come “molto sostanziosa” e promettente di effetti pratici per la cooperazione fra i due paesi. Più tardi, nello stesso giorno, Donald Trump dice di aver avuto “un’ottima conversazione col Presidente Putin”. 

(Continua. Forse).

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