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piccola posta

Tavarnuzze e la panchina per un amore lungo 72 anni. Incontri alla fermata del bus

Adriano Sofri

A volte l'attesa del mezzo pubblico in ritardo può rivelare grandi sorprese e riesce a farci conoscere storie di persone che forse non saremmo mai riusciti a scoprire

A volte bisogna aspettarlo per un bel po’ l’autobus numero 37, nella piazza del mio paese. Ma non è mai noioso. Ci sono molti passanti, e molti hanno facce conosciute, e di conoscitori. Tra quelli che aspettano, la maggioranza è di origini già straniere, ed è la più informata sugli orari, i ritardi, le corse saltate. Oggi c’era una nuova postina, giovane, una faccia cordiale. La posta non è più quella, le postine sì. C’era una signora con un cane, gli ho dato la mano, e la signora l’ha strattonato dal guinzaglio, poi si è scusata: “Sa, c’è qualcuno che ha paura”, e il cane faceva due occhi dolci da calunniato. C’è il tabaccaio, proprio alla fermata, che ogni tanto esce a fumare, allora grandi saluti. In verità non è il tabaccaio, sono almeno tre generazioni di tabaccai, la prima forse ha smesso di fumare, e anche la clientela, vendono più cose di lotteria che sigarette. 

 


Poi è passato uno che so di conoscere da sempre, e anche lui, è illustre, ha presieduto la Casa del Popolo, ora è cassiere, comunista naturalmente, ci siamo messi a chiacchierare. Quelle cose, come va, siamo vivi, è già tanto, ma in che mondo… Io sono vecchio, ha detto. Anch’io, ho detto, non per vantarmi. Non voglio mai risultare il più vecchio senza aver messo le mani avanti. “Io ho 97 anni a febbraio”, ha detto. “Ma fantastico, bravissimo – non me l’aspettavo – Ho scritto sei libri”, ha detto. Un’altra rivelazione, “e con chi li pubblichi?” “In una tipografia del Galluzzo, ne faccio 150 copie, vanno via subito”. E sono tutti autobiografici? “Sì, più o meno. No, cinque, uno è su Tavarnuzze com’era prima della guerra. Per esempio c’erano cinque vie, ora ce ne sono venticinque”. Il 37, quando vorresti che tardasse, arriva. Al ritorno ho cercato su Facebook, l’ho trovato il libro, “Tavarnuzze com’era prima della Seconda guerra mondiale”, ora me lo procuro. Ho visto anche che si iscrisse alla Fgci nel 1945, a 16 anni, e quest’anno ha preso la sua ottantesima tessera – poteva andare meglio, ma anche peggio. Proprio qui, nella piazza, c’è una panchina intitolata alla sua ragazza, Gigliola, e a lui, per i loro 70 anni insieme, nel 2024. Fra poco saranno 72. Devo seguire meglio le cose del paese.

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